Approcci terapeutici dell’algodistrofia

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Approcci terapeutici dell’algodistrofia

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Approcci terapeutici dell’algodistrofia

27/12/2016

Negli anni passati, il trattamento dell’algodistrofia è stato caratterizzato da vari tentativi molto diversi, sia di tipo farmacologico sia di tipo fisico.

Teoricamente, il primo approccio terapeutico sarebbe quello volto a interrompere il cosiddetto circolo del dolore.

Purtroppo però antidolorifici e antinfiammatori, steroidei e non steroidei, hanno effetti modesti e transitori sui sintomi dell’algodistrofia.

La fisioterapia può essere utile, ma non sempre si è dimostrata in grado di ridurre il dolore in misura significativa.

Tuttavia questo approccio viene considerato importante per evitare ulteriori danni dovuti al non utilizzo o cattivo utilizzo della parte del corpo colpita.

Secondo alcuni studi sembrerebbe che lo stato psichico del paziente svolga un ruolo importante nell’evoluzione della malattia.

Sembra infatti esistere una correlazione tra la patologia e i sintomi tipici della depressione  tanto che sono stati osservati, in alcuni casi, risultati positivi trattando i pazienti con antidepressivi.

Gli studi controllati in questo ambito sono tuttavia molto pochi e al momento la classe farmacologica che offre maggiori garanzie di efficacia è sicuramente rappresentata dai bisfosfonati che grazie alle elevate concentrazioni raggiunte nella sede patologica si sono dimostrate in grado di contrastare attraverso vari meccanismi l’edema midollare che sostiene la malattia, migliorando rapidamente il trofismo scheletrico e riducendo di conseguenza i sintomi.

L’approccio terapeutico prevede sempre l’intervento fisioterapico, sotto forma di chinesiterapia segmentarla locale assistita che appare un insostituibile complemento alla terapia farmacologica al fine di ridurre le conseguenze a distanza.

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