Allergie alle arachidi: nuova terapia per scongiurare reazioni avverse

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Allergie alle arachidi: nuova terapia per scongiurare reazioni avverse

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Allergie alle arachidi: nuova terapia per scongiurare reazioni avverse

14/12/2018

Una delle più diffuse forme di allergia, quella alle arachidi, potrebbe essere contrastata da una nuova terapia protettiva contro l’esposizione accidentale all’allergene: i risultati conclusivi di uno studio presentato all’ultimo simposio dell’American college of Allergy, Asthma and Immunology indicano la possibilità per i soggetti allergici di sviluppare una tolleranza progressiva.

La tecnica, secondo l’allergologo Stephen Tilles che ha coordinato la ricerca, ha un grande potenziale: «All’inizio dello studio», spiega Tilles, «contavamo di trattare i pazienti con l’equivalente di una nocciolina al giorno, per far sviluppare una tolleranza doppia. Due terzi dei partecipanti hanno raggiunto l’obiettivo entro 9-12 mesi dall’inizio del trattamento, e la metà di loro ha tollerato un dosaggio quadruplo».

I partecipanti allo studio, tutti soggetti ad allergia alle arachidi, erano di età compresa fra i 4 e i 55 anni, la maggior parte dei quali bambini o ragazzi in età adolescenziale. Un terzo dei soggetti ha ricevuto un placebo, ai restanti è stata somministrata una polvere proteica a base di arachidi a dosi progressivamente sempre più alte fino a raggiungere il mantenimento, l’equivalente di una nocciolina al giorno.

I ricercatori avvertono che non si tratta di una soluzione immediata, e di certo non significa che i soggetti allergici potranno mangiare liberamente da un giorno al’altro: «È comunque una svolta per la ricerca. La speranza è di avere una cura disponibile entro la seconda metà del 2019».

I partecipanti allo studio, pubblicato sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine, hanno preso parte a un test OFC (oral food challenge), un esame volto a determinare la severità di una reazione avversa a un allergene in seguito all’esposizione. I risultati del test OFC al termine dello studio sono stati di gran lunga migliori rispetto a quelli emersi prima del trattamento. «In media, i partecipanti sono stati in grado di tollerare una dose di arachidi cento volte superiore al termine dello studio rispetto all’inizio», spiegano gli scienziati. «Inoltre, i sintomi manifestati al termine dello studio sono molto più lievi rispetto a quelli emersi con un dosaggio inferiore prima dell’inizio del trattamento»

Se le autorità sanitarie statunitensi approveranno il trattamento, si tratterà della prima cura ufficialmente riconosciuta per l’allergia alle arachidi. Sarà resa disponibile dietro prescrizione medica e dovrà essere mantenuta per restare protetti contro l’ingestione accidentale.

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