Alzheimer, scoperta possibile correlazione con l’ansia

Home / alzheimer / Alzheimer, scoperta possibile correlazione con l’ansia

Alzheimer, scoperta possibile correlazione con l’ansia

alzheimer

Alzheimer, scoperta possibile correlazione con l’ansia

22/02/2018

Un recente studio condotto negli Stati Uniti, presso il Brigham And Women’s Hospital, ha riscontrato un’associazione fra il peggioramento dei sintomi ansiosi e livelli elevati di proteina beta-amiloide nel cervello.

Secondo i ricercatori, il cui lavoro è stato pubblicato sull’American Journal of Psychiatry, i dati supportano l’ipotesi secondo la quale i sintomi neuropsichiatrici possano essere la manifestazione più precoce della malattia di Alzheimer in età avanzata.

Tale ipotesi è stata già suggerita in passato: studi precedenti hanno infatti suggerito che la depressione e altri sintomi neuropsichiatrici possono essere predittivi della progressione dell’Alzheimer durante la sua fase preclinica. L’accumulo di proteina beta-amiloide nel cervello può iniziare anche decenni prima che esordiscano i primi sintomi di declino cognitivo.

I ricercatori hanno esaminato per cinque anni, oltre ai livelli di beta-amiloide, i punteggi relativi al grado di depressione e sintomi depressivi (apatia o anedonia, disforia e ansia) su un gruppo di 270 soggetti adulti senza sintomi di declino cognitivo. «Abbiamo osservato sintomi specifici come l’ansia. Rispetto ad altri sintomi depressivi come la tristezza o la perdita di interesse per le attività quotidiane, l’ansia aumenta progressivamente nei soggetti con livelli più alti di beta-amiloide nel cervello», spiega la coordinatrice del progetto Nancy Donovan, psichiatra geriatrica presso il Brigham and Women’s Hospital.

Secondo la ricercatrice, se questa associazione vedrà ulteriori conferme in futuro, sarà un’informazione importante per identificare tempestivamente i soggetti a rischio, così da intervenire per rallentarne il progresso. L’ansia è un sintomo piuttosto comune nei soggetti più anziani, e potrebbe rappresentare un importante indicatore di rischio, soprattutto nei pazienti che presentano altri fattori di rischio genetici, clinici o biologici.

Donovan sottolinea che saranno necessarie ulteriori ricerche per stabilire con certezza se esista una relazione di causa-effetto fra l’aggravarsi dei sintomi depressivi e l’esordio dei sintomi di demenza.

Advertise

Related reading

Start typing and press Enter to search