Demenza senile: improvvisi cali di pressione sono un campanello d’allarme

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Demenza senile: improvvisi cali di pressione sono un campanello d’allarme

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Demenza senile: improvvisi cali di pressione sono un campanello d’allarme

30/03/2017

Una persona di mezza età soggetta a episodi di pressione bassa potrebbe essere più a rischio di sviluppare forme di demenza in età avanzata: è quanto afferma una ricerca della statunitense Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, presentata all’incontro annuale dell’American Heart Association.

L’ipotesi suggerita dallo studio è che episodi temporanei della cosiddetta ipotensione ortostatica possano causare danni sul lungo termine, dovuti al ridotto flusso sanguigno verso il cervello.

Una connessione fra l’ipotensione ortostatica e il declino cognitivo in età avanzata era già stata suggerita in precedenza, ma è la prima volta che si osservano associazioni specifiche a lungo termine.

I ricercatori affermano di aver riscontrato un rischio di demenza del 40% superiore per chi ha avuto episodi di ipotensione ortostatica dopo i quarant’anni. «È un dato rilevante, ed è necessario capire cosa significhi», ha dichiarato la coordinatrice dello studio Andreea Rawlings.

Il dato è stato estratto da un’analisi condotta su oltre quindicimila residenti di quattro diverse comunità negli Stati Uniti, di età compresa fra i 45 e i 64 anni all’inizio dello studio, nel 1987. Dall’analisi sono stati esclusi i pazienti cardiopatici, e l’ipotensione ortostatica è stata diagnosticata nel 6% dei partecipanti.

Lo studio è proseguito per oltre vent’anni, e fra i partecipanti a cui è stata riscontrata l’ipotensione ortostatica durante la prima visita, il rischio di sviluppare forme di demenza è risultato superiore del 40%, con un declino cognitivo superiore del 15% rispetto ai partecipanti con valori di pressione nella norma.

I ricercatori precisano che non è stato possibile escludere che l’ipotensione fosse un indicatore di altre patologie o se sia di per sé una causa per la demenza. Non è stato inoltre possibile stabilire se il calo di pressione fosse di natura episodica, poiché le misurazioni non si sono ripetute nel tempo. Resta comunque probabile che il ridotto flusso sanguigno verso il cervello, per quanto temporaneo, possa avere conseguenze durevoli.

«Identificare i fattori di rischio per il declino cognitivo e la demenza è importante per comprendere la progressione della malattia, e riuscire a identificare i soggetti più esposti ci permette di elaborare strategie di prevenzione e di intervento», conclude Rawlings: «Questo è uno di quei fattori che merita di essere approfondito».

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