Diabete: individuata nuova possibile cura per la neuropatia periferica

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Diabete: individuata nuova possibile cura per la neuropatia periferica

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Diabete: individuata nuova possibile cura per la neuropatia periferica

06/02/2017

È frutto di una collaborazione fra USA e Canada il nuovo studio che rivela un meccanismo cellulare da inibire per promuovere lo sviluppo di neuroni sensoriali e prevenire o addirittura guarire la neuropatia periferica.

La ricerca, che si è articolata soprattutto attraverso sperimentazioni su colture cellulari e animali, è stata condotta dall’Università della California a San Diego, dall’Università di Manitoba e il St. Boniface Hospital Albrechtsen Research Centre in Canada, ed è stata pubblicata sul Journal of Clinical Investigation.

La neuropatia periferica, una condizione molto diffusa e spesso trascurata, è una patologia che ha un grosso impatto sui costi sanitari ed è la conseguenza di un danno a carico del sistema nervoso periferico, ed è sintomo di molte malattie fra cui il diabete e l’HIV.

Può inoltre emergere come effetto collaterale di alcuni tipi di chemioterapia, e i sintomi possono includere torpore, formicolio, debolezza muscolare, ma anche forti dolori, paralisi e disfunzioni a carico degli organi.

Studi precedenti hanno descritto alcuni processi fondamentali coinvolti nello sviluppo sano delle strutture nervose. Fra questi, è particolarmente importante il ruolo dei mitocondri, gli organuli cellulari che producono ATP, la fonte di energia principale di ogni cellula, vitale nel recupero dei nervi danneggiati.

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Un mitocondrio al microscopio elettronico. Questo organello, che rappresenta la centrale energetica di ogni cellula, sembra svolgere un ruolo fondamentale nella crescita dei nervi periferici.

In questo studio, i ricercatori sono andati alla ricerca di molecole chiave e di meccanismi coinvolti nello sviluppo dei neuroni sensoriali. È stato notato, in particolare, che l’attivazione dei recettori di acetilcolina muscarinica impedisce la crescita dei neuriti, estensioni del corpo cellulare che connettono un neurone agli altri. I ricercatori hanno definito la scoperta sorprendente; l’acetilcolina, infatti, è un neurotrasmettitore solitamente associato all’attivazione delle cellule.

L’identificazione di questo processo, secondo gli scienziati, punta alla possibilità di esplorare l’utilità dei farmaci anti-muscarinici, già approvati per l’uso su altre patologie, come possibile terapia per la neuropatia periferica.

«È incoraggiante, poiché il profilo di sicurezza degli anti-muscarinici è ben documentato da oltre vent’anni di applicazione clinica in Europa», spiega Paul Fernyhough, uno degli autori dello studio. Secondo il ricercatore, l’applicazione in campo clinico per la neuropatia diabetica potrebbe quindi diventare realtà in poco tempo.

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