Diabete: prime conferme su efficacia della stimolazione cerebrale

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Diabete: prime conferme su efficacia della stimolazione cerebrale

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Diabete: prime conferme su efficacia della stimolazione cerebrale

15/06/2018

La stimolazione cerebrale può essere un mezzo efficace per contrastare il diabete, secondo uno studio condotto su un piccolo gruppo di pazienti ad Amsterdam, presso l’Istituto Olandese di Neuroscienze. Stando ai risultati della ricerca, pubblicata su Science Translational Medicine, l’elettrostimolazione sarebbe in grado di regolare il metabolismo del glucosio e aumentare la sensibilità all’insulina.

Si tratta di una prova diretta, la prima proveniente da uno studio su esseri umani, che i segnali chimici nella regione striatale del cervello sono fondamentali per la regolazione del glucosio. Tale evidenza apre la strada a nuove terapie per il trattamento del diabete di tipo 2, patologia che espone al rischio di infarti, ictus e altre complicazioni legate agli alti livelli di glicemia, a loro volta dovuti alla minore sensibilità all’insulina.

Precedenti ricerche su modello animale hanno mostrato che il metabolismo del glucosio a livello cerebrale sarebbe mediato dalla dopamina; tale dato non è stato finora confermato sugli esseri umani. In questo studio i ricercatori hanno fatto ricorso alla tecnica DBS (deep brain stimulation), che consiste nell’inviare impulsi alle cellule cerebrali. La terapia è sfruttata con successo nel trattamento del disordine ossessivo – compulsivo quando la terapia farmacologica si rivela non efficace.

La terapia è stata testata su un paziente obeso e affetto da diabete di tipo 2 e altri quattordici partecipanti non diabetici e affetti da OCD, monitorando per tutti la glicemia. Basandosi sulle variazioni della glicemia, è emerso che la terapia aumenta, per tutti, la sensibilità all’insulina: nel paziente diabetico ha visto ridursi in maniera netta la necessità di insulina.

Viceversa, il trattamento farmacologico teso a ridurre i livelli di dopamina ha prodotto effetti opposti: sperimentato su un gruppo distinto di altri dieci pazienti, il farmaco ha abbassato notevolmente la sensibilità all’insulina. Per concludere, l’attivazione di neuroni dotati di recettori per la dopamina ha aumentato la tolleranza al glucosio e la sensibilità all’insulina su un gruppo di roditori.

Secondo i ricercatori, l’elettrostimolazione profonda rappresenta uno strumento terapeutico promettente per il diabete e per tutte le patologie in qualche modo legate alla sensibilità all’insulina.

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