Diabete, sviluppato micro sensore che misura la glicemia dal sudore

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Diabete, sviluppato micro sensore che misura la glicemia dal sudore

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Diabete, sviluppato micro sensore che misura la glicemia dal sudore

24/10/2016

Novità interessanti per i diabetici. È stato presentato da un gruppo di ricercatori presso l’Università del Texas un minuscolo sensore indossabile in grado di monitorare la glicemia, il cui controllo è essenziale nel diabete, attraverso il sudore.

Il prototipo, che consiste in una piccola strip di tessuto flessibile sulla quale è applicato il sensore vero e proprio, si basa sulla stessa tecnologia che ha permesso allo stesso team di misurare in modo simile il tasso di cortisolo.

Per chi soffre di diabete, la misurazione della glicemia è una parte fondamentale nella gestione quotidiana della malattia: i sistemi di monitoraggio casalingo più diffusi prevedono il prelievo di un piccolo campione di sangue, spesso più volte al giorno, e numerosi centri di ricerca sono al lavoro per trovare metodi meno invasivi per rilevare il tasso di glucosio.

Google, ad esempio, sta testando una lente a contatto in grado di rilevare il glucosio dalle lacrime. Il metodo dell’ateneo texano, invece, sfrutta lo stesso meccanismo alla base delle strip comunemente usate per i campioni di sangue.

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Il biosensore flessibile per il monitoraggio della glicemia nel sudore è grande molto meno di una moneta.

Ci vorranno diversi anni prima che il sensore sia disponibile in commercio, ma è stato comunque pensato per una produzione su vasta scala, e cercando di aggirare svariate problematicità intrinseche al progetto.

I ricercatori hanno infatti dovuto tener conto che su alcune aree del corpo (per esempio sotto un orologio, o una fascia da polso, oppure un cerotto) il sudore tende ad accumularsi in quantità esigue.

Diabete, glicemia e ionoforesi

Solitamente, per ovviare al problema si sfrutta un processo noto come ionoforesi: una piccola corrente elettrica viene trasmessa alla pelle, generando sufficiente traspirazione per attivare i sensori.

Per evitare reazioni avverse (la ionoforesi può provocare rash cutanei o bruciature sulla pelle), i ricercatori hanno trovato un’alternativa: il materiale tessile della strip è stato modificato in modo da trattenere delle molecole specifiche (glucosio ossidasi) in grado di “amplificare il segnale” ed essere in grado di trasmettere ai sensori un valore di glicemia attendibile.

Grazie a questo stratagemma, il sensore è in grado di restituire misurazioni precise con quantità di sudore inferiori al microlitro.

Non solo: l’amplificazione del segnale permette di evitare confusione con altre variabili.

«Il glucosio è una molecola complessa da monitorare, poiché esistono altri fattori che possono confondere il segnale», spiegano i ricercatori.

Per esempio, il pH del sudore può variare anche di molto, a seconda delle circostanze». Inoltre, quando si fa esercizio o si è sotto stress, la composizione del sudore cambia, e altri composti come il cortisolo o l’acido lattico possono interferire con la misurazione del glucosio.

«In questa fase, pensiamo al sensore come a un congegno usa e getta, e crediamo possa essere facilmente incluso fra gli apparecchi elettronici di uso comune» spiegano gli scienziati. «Siamo molto entusiasti alla possibilità di poter brevettare questa tecnologia».

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