Prediabete: il cambiamento di peso altera il profilo molecolare dell’organismo

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Prediabete: il cambiamento di peso altera il profilo molecolare dell’organismo

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Prediabete: il cambiamento di peso altera il profilo molecolare dell’organismo

01/09/2018

Cosa succede nell’organismo quando si perde o si guadagna peso? L’Università di Stanford, in uno studio pubblicato su Cell Systems, ha indagato sui cambiamenti che avvengono a livello molecolare nel nostro organismo quando si verificano cambiamenti del peso corporeo. Secondo gli scienziati si verificano alterazioni significative nel microbioma, nel sistema cardiovascolare, in quello immunitario e persino a livello genetico.

«L’obiettivo è stato caratterizzare ciò che succede nei periodi di cambiamento di peso a un livello che nessuno aveva mai osservato prima», spiegano gli autori della ricerca. «In particolare, abbiamo voluto capire le peculiarità dei pazienti prediabetici».

Persino pochi chili persi o guadagnati, secondo i ricercatori, scatenano cambiamenti importanti nel profilo molecolare del nostro organismo. Cambiano le comunità batteriche, aumentano le risposte immunitarie e le infiammazioni e si attivano processi cellulari associati alle patologie cardiache. Ma non è tutto: nel piccolo gruppo di partecipanti osservato, la perdita di peso comporta un ritorno all’equilibrio per tutti questi fattori.

I ricercatori si sono concentrati in particolar modo sui pazienti prediabetici. Quando un paziente è resistente all’insulina risulta compromessa la capacità dell’organismo di processare il glucosio, un segnale spesso precursore del diabete di tipo 2. Gli scienziati si sono concentrati anche qui su due questioni principali: in che modo prendere peso influenza il profilo molecolare? Cosa succede quando avviene il contrario e si dimagrisce?

Dei ventitre partecipanti allo studio, tredici erano insulino-resistenti. L’indice di massa corporea dei partecipanti oscillava fra 25 e 35 kg/mq. I ricercatori hanno estratto informazioni relative al profilo genetico, proteico e del microbioma.. «Nel complesso, sono state condotte letteralmente miliardi di misurazioni», affermano gli autori della ricerca.

Al termine dello studio, i ricercatori hanno notato differenze significative fra i pazienti insulino-resistenti e gli altri. Oltre alle differenze relative alla produzione di proteine e alle popolazioni batteriche, una discrepanza particolarmente rilevante riguarda le infiammazioni. I marker molecolari associati alle infiammazioni sono stati riscontrati solo nei pazienti insulino-resistenti. L’infiammazione è un problema comune per i pazienti diabetici, e un’informazione come questa può essere utile a identificare i pazienti più a rischio.

«Analisi come queste guardano prima di tutto al livello molecolare per poi espandersi ai processi più complicati», spiegano gli scienziati. «Quando osserviamo una molecola che si comporta in modo anomalo, andiamo a esaminare i processi dell’organismo in cui è coinvolta».

Dopo aver osservato le differenze di base, gli scienziati hanno modificato i parametri. Sottoposti a una dieta ipercalorica per 30 giorni, entrambi i gruppi di partecipanti allo studio hanno visto innalzarsi i marker infiammatori, e nel gruppo di insulino-resistenti è stato osservato un aumento nella popolazione di Akkermansia muciniphila, un batterio noto per il suo ruolo protettivo contro l’insulino-resistenza. L’alterazione più significativa, tuttavia, riguarda l’espressione di un gene associato al rischio di cardiomiopatia dilatativa, una patologia cardiaca nella quale il cuore non riesce a pompare sangue in maniera regolare.

I ricercatori ribadiscono tuttavia, nelle loro conclusioni, che perdere peso riporta le cose a una sostanziale normalità: «Dobbiamo pensare all’organismo come un sistema unico, non composto da una serie di parti isolate fra loro. Le alterazioni dovute ai cambiamenti di peso riguardano tutto il corpo».

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