La fibrillazione atriale si scopre con un app: ridotto il rischio infarto

Home / digital health / La fibrillazione atriale si scopre con un app: ridotto il rischio infarto

digital health

La fibrillazione atriale si scopre con un app: ridotto il rischio infarto

06/04/2018

È stata sviluppata presso l’università finlandese di Turku una nuova app, capace di riconoscere la fibrillazione atriale riducendo di conseguenza il rischio di infarti. L’app, che può essere usata senza l’ausilio di altri strumenti, ha il potenziale di salvare la vita a molte persone: nella fibrillazione atriale, la diagnosi precoce è cruciale per la prevenzione dell’infarto.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Circulation, è il frutto di una collaborazione fra l’ateneo e l’ospedale universitario di Turku. Nel corso della sperimentazione, condotta su trecento pazienti cardiopatici, metà dei quali affetti da fibrillazione atriale. L’applicazione è stata in grado di distinguere la patologia con una precisione del 96%.

Tero Koivisto, uno dei responsabili per lo sviluppo dell’applicazione, precisa che i risultati della sperimentazione sono particolarmente significativi, data la presenza nel gruppo di pazienti affetti da problemi cardiaci di vario tipo, incluse patologie coronariche ed extrasistole ventricolare.

Lo sviluppo dell’applicazione ha richiesto sette anni di ricerca. L’idea è nata nel 2011, quando i cardiologi dell’ospedale universitario di Turku hanno avanzato l’ipotesi di diagnosticare la fibrillazione atriale attraverso il ricorso all’accelerometro, per rilevare i piccoli movimenti del petto provocati dalla patologia.

«L’accelerometro è presente su quasi tutti gli smartphone», spiega Koivisto «e data l’ampia diffusione degli smartphone abbiamo deciso di sviluppare una semplice applicazione in grado di rilevare la presenza di fibrillazione. In futuro, chiunque possieda uno smartphone potrà diagnosticare la malattia».

Secondo Juhani Airaksinen, cardiologo presso l’ospedale universitario di Turku, è la prima volta che si ottengono risultati simili attraverso un semplice strumento tecnologico alla portata di tutti, soprattutto in un contesto nel quale la patologia nella sua forma intermittente può non essere riconosciuta persino in uno studio medico.  Se la diagnosi è alla portata di tutti, spiega Airaksinen, è concreta la possibilità di indirizzare senza indugio i pazienti dal medico per ulteriori analisi.

I ricercatori che hanno lavorato al progetto intendono rendere disponibile l’applicazione sul mercato in tempi rapidi: il brevetto è già stato depositato fin dalle prime fasi dello studio, e la compagnia che lo detiene sta trattando con alcuni investitori della Silicon Valley e dell’Asia orientale per la commercializzazione dell’app.

Dalla rete

Advertise

Related reading

Start typing and press Enter to search