La stimolazione cerebrale notturna migliora la memoria

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La stimolazione cerebrale notturna migliora la memoria

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La stimolazione cerebrale notturna migliora la memoria

29/11/2018

È stata sperimentata negli Stati Uniti, presso la University of New Mexico, una nuova tecnica non invasiva di stimolazione cerebrale somministrata durante il sonno, che promette di migliorare le capacità mnemoniche del soggetto. I risultati della sperimentazione, pubblicati sulla rivista scientifica JNeurosci, prendono spunto da un progetto finanziato dal Dipartimento della Difesa statunitense teso a comprendere i processi di consolidamento della memoria.

La memoria a lungo termine si basa sul trasferimento di dati dall’ippocampo alla neocorteccia: si ritiene che il fenomeno si verifichi quando le due parti del cervello si sincronizzano durante il sonno. L’obiettivo dei ricercatori è di migliorare questo processo naturale attraverso un sistema di stimolazione transcraniale le cui frequenze sono sincronizzate con quelle che si registrano a livello cerebrale durante il sonno.

I partecipanti alla sperimentazione sono stati sottoposti ad alcuni test visuali tesi al riconoscimento di oggetti o persone nascoste e potenzialmente pericolose: in seguito alla stimolazione cerebrale notturna, il giorno successivo i risultati dei test in scenari simili erano sensibilmente migliori rispetto a quelli ottenuti senza la stimolazione. Ciò suggerisce che l’integrazione delle esperienze recenti nella memoria a lungo termine sia più robusta, ipotesi resa più solida dal fatto che ai miglioramenti mnemonici sono state registrate modifiche a livello neurale. Il processo può essere quindi ulteriormente migliorato, e diventare un vero e proprio metodo per migliorare il consolidamento della memoria senza disturbare il sonno.

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