Sensori impiantabili di nuova generazione per monitorare i parametri vitali

Home / digital health / Sensori impiantabili di nuova generazione per monitorare i parametri vitali

Sensori impiantabili di nuova generazione per monitorare i parametri vitali

digital health

Sensori impiantabili di nuova generazione per monitorare i parametri vitali

01/08/2018

I benefici della medicina personalizzata potrebbero essere presto alla portata di tutti grazie a una nuova generazione di sensori impiantabili, in grado di misurare i parametri vitali e fisici e riconoscere i segni di una possibile patologia in corso, indicare il regime di attività fisico più appropriato e persino valutare la gravità di ferite e infortuni. Il progetto, sviluppato in Europa, è stato presentato nei giorni scorsi negli Stati Uniti, al meeting annuale dell’American Chemical Society.

I nuovi sensori sono stati sviluppati in modo da aggirare un ostacolo significativo per questo tipo di device: l’impianto spesso provoca una risposta immunitaria da parte dell’organismo, nonché la formazione di tessuto cicatriziale, rendendo in breve tempo inefficace il sensore. Natalie Wisniewski, una dei responsabili del progetto, spiega di aver risolto il problema “mimetizzando” i sensori, in modo che l’organismo non li riconosca come un corpo estraneo.

I sensori sono più piccoli di un chicco di riso, hanno lo spessore di una lente a contatto e non hanno superfici piatte, uno dei segni principali attraverso cui l’organismo riconosce un oggetto come non naturale. In questo modo, cellule e capillari crescono all’interno della struttura porosa del sensore senza scatenare risposta immunitaria. Stando a quanto riferisce Wisniewski, i sensori sperimentati sui primi volontari sono ancora funzionanti a oltre quattro anni di distanza dalla loro applicazione.

Il polimero di cui i sensori sono composti è pensato per reagire alla presenza di una particolare sostanza nel gruppo sanguigno. In base al tipo di molecola applicata, il sensore reagisce con una luce vicina all’infrarosso, invisibile all’occhio umano ma rilevabile dal sensore stesso. La misurazione può in questo modo essere trasmessa a un computer o a un cellulare attraverso il quale è possibile registrare le variazioni del dato nel tempo.

La tecnologia, in fase di approvazione sul mercato statunitense, è già stata commercializzata in Europa e utilizzata per la misurazione dei livelli di ossigeno tissutale nell’ambito dell’arteriopatia periferica. Questa malattia, che colpisce milioni di persone in tutto il mondo, comporta la riduzione nell’afflusso di sangue ossigenato in braccia e gambe, fenomeno che può portare anche all’amputazione. Grazie ai sensori è possibile monitorare i livelli di ossigenazione e prevenire l’amputazione degli arti.

Sono attualmente in fase di sviluppo altri sensori in grado di rilevare altri parametri come il glucosio e altri valori normalmente valutabili solo attraverso esami del sangue. L’obiettivo finale è lo sviluppo di un singolo sensore capace di rilevare più parametri allo stesso tempo. La registrazione costante dei parametri vitali consentirebbe di riconoscere in anticipo valori fuori dalla norma e intervenire tempestivamente, anche prima che si manifestino i primi sintomi.

La nuova tecnologia ha applicazioni anche in campo militare e sportivo: attraverso il monitoraggio dei parametri vitali, secondo la visione dei ricercatori, è possibile valutare con precisione la gravità delle ferite e stabilire di conseguenza la priorità delle cure. Inoltre, nel caso di un atleta, in base alla concentrazione di ossigeno nei muscoli, è possibile impostare il regime di allenamento più corretto.

Dalla rete

Advertise

Related reading

Start typing and press Enter to search