Fibrosi polmonare idiopatica, nuove conferme su sicurezza ed efficacia di nintedanib

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Fibrosi polmonare idiopatica, nuove conferme su sicurezza ed efficacia di nintedanib

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Fibrosi polmonare idiopatica, nuove conferme su sicurezza ed efficacia di nintedanib

13/09/2017

Sono stati da poco pubblicati sull’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine i risultati dello studio INJOURNEYTM che ha valutato nintedanib in associazione a  pirfenidone come terapia della fibrosi polmonare idiopatica (IPF).

«La sicurezza è sempre al primo posto quando si valuta la terapia più adatta per lo specifico paziente con IPF. I risultati di INJOURNEYTM forniscono le risposte alle domande su sicurezza, tollerabilità e possibili interazioni della terapia d’associazione a base di nintedanib con aggiunta di pirfenidone per il trattamento della IPF. I risultati sono rassicuranti e a favore di future ricerche su regimi d’associazione a base di nintedanib nella IPF» – ha dichiarato il Professor Carlo Vancheri, Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Università di Catania, e Direttore del Centro di Riferimento Regionale per le Malattie Rare del Polmone e del Laboratorio di Medicina Respiratoria Sperimentale.

L’endpoint primario di INJOURNEYTM era la percentuale di pazienti con eventi avversi gastrointestinali durante il trattamento nel periodo dal basale alla settimana 12 di trattamento randomizzato.1 I risultati dimostrano che l’associazione di nintedanib e pirfenidone ha un profilo di sicurezza e tollerabilità gestibile nella maggioranza dei pazienti.1 Gli eventi avversi più frequenti sono stati diarrea, nausea e vomito, in linea con il profilo di sicurezza dei singoli farmaci, con un’incidenza lievemente superiore nel gruppo con l’aggiunta di pirfenidone.  Non sono stati osservati nuovi elementi da segnalare riguardo alla sicurezza con la terapia d’associazione, e gli eventi avversi gravi sono stati rari in entrambi i gruppi di trattamento.

I risultati indicano, inoltre, che ci potrebbe essere un declino più lento della FVC in pazienti trattati con pirfenidone aggiunto a terapia di base con nintedanib, rispetto a nintedanib assunto singolarmente, suggerendo un possibile beneficio dalla terapia d’associazione.1 Ulteriori indagini sono, tuttavia, necessarie per valutare in modo completo l’efficacia della terapia d’associazione.

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