Glaucoma, nuovo esame per diagnosi precoce: svela la malattia con 4 anni di anticipo

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Glaucoma, nuovo esame per diagnosi precoce: svela la malattia con 4 anni di anticipo

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Glaucoma, nuovo esame per diagnosi precoce: svela la malattia con 4 anni di anticipo

21/07/2016

Un nuovo test per la diagnosi del glaucoma, che richiede ai pazienti di osservare piccoli punti luminosi di diverse dimensioni e intensità, permetterebbe di riconoscere la malattia con quattro anni di anticipo rispetto ai test attuali.

Il protocollo è stato sviluppato da un gruppo di scienziati australiani e sperimentato su un gruppo di tredici pazienti.

Il glaucoma è fra le prime cause mondiali di cecità irreversibile: ai suoi primi stadi, non presenta sintomi e i pazienti non si rendono conto dei danni permanenti alla vista.

La causa della malattia, che in Italia colpisce circa un milione di persone, è sconosciuta e non esistono cure.

La progressione della patologia può essere rallentata attraverso l’uso di appositi colliri o la chirurgia per abbassare la pressione oculare. La diagnosi precoce è perciò fondamentale per mantenere la vista il più a lungo possibile.

Il glaucoma consiste nella lenta distruzione del nervo ottico, e la perdita della vista riguarda soprattutto la visione periferica.

Il rischio di contrarre la patologia aumenta con l’età e con la familiarità. Allo stato attuale, per la diagnosi vengono utilizzati quattro test: l’esame della pressione oculare, l’osservazione del nervo ottico, l’esame al microscopio dell’occhio anteriore, e il test sul campo visivo.

Il test sviluppato dai ricercatori australiani, pubblicato sulla rivista scientifica Ophthalmic and Physiological Optics, consiste in un’analisi automatizzata del campo visivo che utilizza un pattern di punti luminosi di dimensioni diverse.

Il test tiene conto del fatto che l’occhio umano processa le informazioni visive periferiche in modo differente rispetto alla visione centrale. Il test sul campo visivo tradizionale prevede l’utilizzo di un solo punto luminoso di dimensione standard per misurare la vista da diverse angolazioni.

«È un metodo buono, ma non ideale», spiegano i ricercatori. «Il nostro test sembra essere più preciso nel rilevare la malattia al suo stadio precoce. In media, ci aspettiamo di poter scoprire la malattia quattro anni prima rispetto alla media attuale».

Il test è stato brevettato negli Stati Uniti e nell’Unione Europea, e il team di ricerca prevede di allargare la sperimentazione a un gruppo più ampio di pazienti, per verificarne l’efficacia.

La speranza dei ricercatori è che il test sia presto applicato in tutto il mondo, e permetta di iniziare in anticipo le cure per rallentare la perdita della vista causata dalla malattia.

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