Come vivono gli italiani la perdita dei denti? Lo rivela indagine Doxa – AIOP

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Come vivono gli italiani la perdita dei denti? Lo rivela indagine Doxa – AIOP

implantologia orale

Come vivono gli italiani la perdita dei denti? Lo rivela indagine Doxa – AIOP

29/11/2016

Fa paura, l’idea di dover perdere uno o più denti. E questo è normale. Il problema è che a fronte di questo timore ben radicato nel pensiero comune degli italiani non consegue una prevenzione mirata.

Si è parlato di questo argomento in una conferenza stampa che si è tenuta settimana scorsa a Milano.

Un’indagine condotta da Doxa, per conto dell’Accademia Italiana Odontoiatrica Protesica (AIOP), ha fotografato la situazione attuale nel nostro Paese.

Nella fascia d’età compresa tra i 40 e i 75 anni, ben 7 persone su 10 soffrono di edentulia, parziale o totale.

Fabio Carboncini (Presidente AIOP), Carlo Poggi (Consigliere AIOP), Roberto Canalis (Dirigente Sezione Odontotecnica AIOP) e Massimo Sumberesi (Head of Doxa Marketing Service), sono intervenuti per spiegare il notevole impatto socio – sanitario di questo fenomeno, che può avere importanti ripercussioni tanto sulla capacità masticatoria quanto sulla vita sociale del paziente e sulle sue funzioni cognitive.

L’indagine ha evidenziato come, benché la perdita dei denti venga percepita come un evento molto grave, con una maggiore sensibilità al tema da parte delle donne, dei soggetti meno scolarizzati, dei 45-64enni e dei residenti al Nord Italia, soltanto una minima parte si dedichi ad un’adeguata prevenzione e come oltre un quarto dei soggetti che hanno sofferto di perdita dei denti, non si è rivolto al dentista per reintegrarli con una protesi.

Dati in controtendenza con la dichiarazione nel 2003 dell’OMS, circa l’influenza determinante dello stato di salute orale, sul mantenimento del benessere generale dell’organismo.

Un problema non soltanto estetico

Oggi sappiamo infatti che l’atto masticatorio favorisce l’afflusso di sangue al cervello e agisce positivamente su memoria, apprendimento e stato di veglia.

Una masticazione ridotta invece, costituisce un fattore di rischio epidemiologico per lo sviluppo di deficit cognitivi, demenza e sindromi depressive.

Nonostante questo, la maggioranza del campione ha valutato con una notevole rilevanza la componente estetica del problema, con una maggiore predisposizione a intervenire qualora si tratti di denti anteriori.

In passato, nelle situazioni in cui l’aspetto estetico della dentatura risultava compromesso, la possibilità di miglioramenti tramite terapie protesiche era molto difficile, prevalentemente per limitazioni dei materiali. Oggi la situazione è profondamente trasformata, soprattutto dal punto di vista delle possibilità tecniche, che permettono di trattare queste situazioni con maggiore semplicità e prevedibilità.

La riabilitazione protesica di pazienti parzialmente e totalmente edentuli rappresenterebbe quindi un intervento indispensabile per contrastare il deterioramento delle capacità cognitive, mentali e decisionali nei pazienti soprattutto anziani: un atto necessario al mantenimento del benessere fisico, psichico e sociale, capace di contribuire non solo ad un bel sorriso  e a migliori condizioni di nutrizione, ma anche a un rallentamento dei processi di invecchiamento del sistema nervoso centrale.

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