Le parodontopatie non curate aumentano il rischio mortalità dopo la menopausa

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Le parodontopatie non curate aumentano il rischio mortalità dopo la menopausa

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Le parodontopatie non curate aumentano il rischio mortalità dopo la menopausa

12/04/2017

Le infiammazioni gengivali e la perdita di denti, secondo uno studio pubblicato sulla rivista ufficiale dell’American Heart Association, sarebbero associate a una maggiore mortalità nelle donne in post-menopausa. Lo studio, condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Buffalo, esclude invece associazioni con le malattie cardiovascolari.

Michael LaMonte, coordinatore dello studio, spiega che parodontiti e edentulismo (la perdita totale dei denti), oltre al loro impatto sulla salute orale e le abitudini alimentari, sono probabilmente legate anche alle patologie croniche connesse all’età.

Si stima che nei soli Stati Uniti la parodontite riguardi due terzi della popolazione ultrasessantenne e la perdita di denti circa un terzo, spesso come conseguenza della parodontite stessa.

I ricercatori hanno analizzato le informazioni sanitarie di 57.000 donne sopra i 55 anni, parte del programma Women’s Health Initiative. Si tratta di uno degli studi più ampi focalizzati esclusivamente sulle donne dopo la menopausa: «Gli studi precedenti erano basati su campioni più ristretti o analizzavano un numero inferiore di patologie cardiovascolari», ha dichiarato LaMonte.

Nel periodo di follow up (6,7 anni) è stata rilevata, in presenza di parodontite, una mortalità superiore del 12% rispetto alla media, indipendentemente dalla causa. La perdita di tutti i denti naturali, invece, è associata a una mortalità superiore del 17%. Il rischio di mortalità nei due casi è comparabile, anche escludendo la frequenza di visite dal dentista.

«I risultati suggeriscono che le donne più anziane potrebbero avere un rischio di mortalità superiore a causa dei loro problemi dentali, e potrebbero trarre beneficio da uno screening più intensivo della loro igiene», ha dichiarato LaMonte. «Sono tuttavia necessari studi sugli interventi sanitari in favore dell’igiene orale, per determinare se il rischio mortalità si abbassa. Il nostro studio non è stato in grado di stabilire una relazione diretta di causa-effetto».

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