Salute orale: ricerca USA svela in che modo il fumo favorisce i batteri e danneggia i denti

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Salute orale: ricerca USA svela in che modo il fumo favorisce i batteri e danneggia i denti

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Salute orale: ricerca USA svela in che modo il fumo favorisce i batteri e danneggia i denti

16/06/2016

In corrispondenza della Giornata mondiale senza tabacco, celebrata come ogni anno il 31 Maggio dall’Organizzazione mondiale della sanità, sono stati riportati i risultati del lavoro condotto dal ricercatore statunitense David  Scott sul rapporto che intercorre fra il tabagismo e i batteri nel nostro organismo.

Scott e il suo team hanno riscontrato che il fumo di tabacco rappresenta un fattore di stress ambientale e promuove la colonizzazione batterica.

Il gruppo di ricerca proviene dalla facoltà di odontoiatria presso l’Università di Louisville in Kentucky, uno degli stati USA che registra i consumi di tabacco più alti in tutta la nazione.

La scoperta iniziale, stando a quanto riporta Scott, risale a diversi anni fa. Più recente, invece, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Tobacco Induced Diseases, che riporta come il fumo di tabacco promuova la formazione dei cosiddetti biofilm: si tratta di strutture complesse, composte da diversi batteri che coesistono e interagiscono fra loro.

«Una volta che l’organismo patogeno entra a far parte di un biofilm può essere complicato sradicarlo, poiché i biofilm costituiscono una linea di difesa contro la risposta immunitaria dell’organismo ospite, possono essere impermeabili agli antibiotici e diventare un serbatoio di infezioni persistenti», spiega Scott.

«Inoltre, i biofilm permettono il trasferimento di materiale genetico all’interno della comunità batterica, e ciò porta allo sviluppo di resistenza agli antibiotici».

Una forma molto diffusa di biofilm è la placca dentale, che può portare a gengivite (una patologia che colpisce metà della popolazione mondiale) e altre patologie più gravi come la parodontite cronica.

La bocca rappresenta di per sé una delle parti dell’organismo più ricche di germi e il fumo di sigaretta aumenta la probabilità che i batteri diventino più forti e resistenti.

Va ricordato che aggregati batterici di questo tipo possono formarsi anche sulle valvole cardiache, causando infezioni e altri problemi simili.

La ricerca prosegue, assicura Scott: al momento, si sta cercando di capire come questi batteri interagiscano fra loro all’interno dei biofilm e quale sia la relazione con la manifestazione della malattia.

Molti studi hanno indagato su singole specie presenti in questi aggregati, ma stanno emergendo nuovi modelli che consentono uno studio “multispecie”: «Si sta esplorando la possibilità di nuove cure per le malattie indotte da biofilm, ma c’è ancora molta strada da fare», ha concluso lo scienziato.

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