Intelligenza artificiale, digitale e mobile: la tecnologia al servizio del cuore

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Intelligenza artificiale, digitale e mobile: la tecnologia al servizio del cuore

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Intelligenza artificiale, digitale e mobile: la tecnologia al servizio del cuore

20/06/2018

Il futuro nel mondo della prevenzione e cura delle malattie cardiovascolari dipenderà sempre più da intelligenza artificiale, tecnologia digitale e mobile. Ad affermarlo è il Journal of the American College of Cardiology, in una serie di studi pubblicati nei giorni scorsi dalla rivista scientifica.

Il primo lavoro riguarda l’impatto dell’intelligenza artificiale e del machine learning sulla gestione dei dati raccolti dai cardiologi nel corso del loro lavoro. Una mole di dati ampia, che richiede un’interpretazione rapida e sempre più personalizzata. «L’intelligenza artificiale può migliorare ogni aspetto della cura di un paziente, dalla ricerca alla diagnosi fino alla scelta della terapia più adatta», spiega Joel Dudley, coordinatore di questa ricerca. Secondo il ricercatore si può estendere l’applicazione di queste tecnologie, il cui utilizzo è sempre più alla portata di tutti, fino a incorporarla alla pratica clinica quotidiana

Un altro studio si è focalizzato invece sulla digital health, tecnologia che permette la raccolta, condivisione e analisi di informazioni sanitarie per migliorare la salute dei pazienti e le capacità di intervento del personale clinico. Il termine può riferirsi sia all’intelligenza artificiale per l’interpretazione di grandi moli di dati, sia alla semplice cartella clinica elettronica. Se da un lato questi processi permettono di accelerare e ottimizzare la ricerca e di ridurre i costi, dall’altro desta qualche preoccupazione la qualità dei dati, nonché la sicurezza e la privacy dei pazienti.

Il gruppo di ricerca ha cercato di fare il punto sulla situazione attuale e di identificare problemi e ostacoli legati allo sviluppo e all’adozione di queste tecnologie, cercando di individuare possibili soluzioni. «Queste tecnologie possono facilitare e migliorare i trial clinici randomizzati», spiegano gli autori, secondo cui i processi attuali sono sempre più costosi, lunghi e complessi. Secondo il think tank, composto sia da personale accademico che da figure provenienti dall’industria, l’innovazione sarebbe facilitata dallo sviluppo di network per testare rapidamente nuove scoperte, confermarne la validità e condurre analisi su costi ed efficacia. Importante, inoltre, sarebbe la stretta collaborazione con agenzie di supervisione per velocizzare i processi e l’espansione di partnership fra pubblico e privato.

Nel campo della digital health merita particolare attenzione il mondo mobile: software, applicazioni, strumenti portatili che permettono il monitoraggio costante di fattori legati alla salute cardiovascolare come l’attività fisica, la dieta e l’aderenza alla terapia. La necessità di tenere sotto controllo questi parametri tramite appositi device è per molti pazienti già una realtà.

In quest’ultimo studio, un gruppo di ricercatori coordinato dal dottor Michael McConnell ha sottolineato l’importanza di queste tecnologie nella gestione di patologie cardiovascolari complesse come la fibrillazione atriale. In presenza di questa malattia, le visite mediche e il monitoraggio sul breve termine restituiscono un’immagine parziale del quadro clinico del paziente e ciò può rendere molto più difficile la gestione di eventuali complicanze. Grazie al monitoraggio costante, quindi, si possono evitare infarti, tenere sotto controllo i sintomi e ridurre il numero di ricoveri. I ricercatori, in questo caso, sottolineano l’importanza di una collaborazione ampia fra i soggetti coinvolti per l’integrazione di queste tecnologie in campo clinico, cosa che può portare a benefici concreti sia a livello individuale, sia collettivo.

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