Curare parodontiti e problemi gengivali riduce la pressione arteriosa

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Curare parodontiti e problemi gengivali riduce la pressione arteriosa

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Curare parodontiti e problemi gengivali riduce la pressione arteriosa

17/11/2017

Uno studio preliminare condotto su un gruppo ridotto di partecipanti, sottoposti a una terapia contro la parodontite, ha riscontrato un abbassamento della pressione sanguigna nei soggetti maggiormente a rischio ipertensione.

I risultati della ricerca sono stati presentati al convegno annuale dell’American Heart Association.

L’ipertensione, che in Italia riguarda circa il 30% della popolazione, è un fattore di rischio importante per le patologie cardiovascolari. Fortunatamente, per tenere sotto controllo il disturbo è spesso sufficiente apportare cambiamenti alla propria alimentazione e al proprio stile di vita: smettere di fumare, seguire una dieta sana, fare attività fisica, limitare l’alcol e seguire la terapia farmacologica prescritta può abbassare notevolmente il livello di rischio.

Lo studio ha paragonato le misurazioni della pressione sanguigna dopo due differenti tipi di trattamento per la patologia gengivale: quella standard (pulizia dei denti e istruzioni sull’igiene orale) e quella più intensiva, che consiste in una pulizia dei denti fino alle radici in anestesia locale, trattamento antibiotico e -se necessario- l’estrazione del dente.

Le differenze più significative sono state registrate già dopo un mese dal trattamento: la pressione diastolica era di quasi tre punti inferiore per i pazienti che hanno ricevuto la terapia intensiva. A tre mesi dal trattamento, la diastolica era di circa otto punti inferiore e la sistolica di quasi quattro. Sei mesi dopo, i cali sono stati rispettivamente di tredici e dieci punti.

«Abbiamo dimostrato per la prima volta che gli interventi parodontali intensivi possono ridurre la pressione, inibire l’infiammazione e migliorare la funzione endoteliale», ha dichiarato il coordinatore dello studio Jun Tao, ricercatore di spicco presso la Sun Yat-sen University di Guanzhou. Alla ricerca hanno partecipato 107 pazienti adulti di nazionalità cinese, ambosessi, con sintomi di preipertensione e patologie parodontali di media o grave entità. I risultati dello studio andranno confermati da ulteriori ricerche, condotte su campioni più ampi e significativi che comprendano pazienti dal background più variegato.

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