Demenza e Alzheimer: che differenza c’è?

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Demenza e Alzheimer: che differenza c’è?

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Demenza e Alzheimer: che differenza c’è?

27/01/2016

Con il termine “demenze” si intende un gruppo di malattie del sistema nervoso centrale che causano un progressivo declino nelle capacità di una persona di ricordare, pensare, imparare e svolgere le attività del vivere quotidiano.

Le principali facoltà cognitive compromesse sono:

  • memoria
  • orientamento
  • pensiero
  • giudizio
  • emozioni

La malattia di Alzheimer è la forma più frequente di demenza, rappresenta infatti circa il 60% dei casi.

La malattia di Alzheimer è un processo degenerativo che consiste nella progressiva perdita di cellule nervose nelle aree cerebrali vitali per la memoria e per altre funzioni cognitive.

Si osserva inoltre un basso livello di sostanze chimiche come l’acetilcolina, un neurotrasmettitore coinvolto nella comunicazione tra le cellule nervose.

Le cause della malattia di Alzheimer non sono ancora state chiarite fino in fondo, ma è accertato un anomalo deposito della proteina amiloide nel cervello di chi ne soffre.

Tale sostanza risulta innescare una serie di meccanismi che conducono a morte cellulare. L’alterazione di un’altra proteina intra-cellulare, la proteina tau, contribuisce al danno strutturale e metabolico dei neuroni.

È una malattia dal decorso lento, in media i pazienti possono vivere fino a 8-10 anni dopo la diagnosi della malattia ma la rapidità con cui i sintomi progrediscono varia da persona a persona.

Epidemiologia

Sono oltre 30 milioni le persone affette da demenza in tutto il mondo, di cui circa 6 milioni in Europa.

In Italia, secondo stime calcolate sui dati ISTAT di gennaio 2014, gli over 60 affetti da demenza sono 1.127.754, poco più donne (607.443) che uomini (520.311).

I pazienti con malattia di Alzheimer stimati, nel nostro Paese, sono 676.652, dei quali solo 338.326 hanno ricevuto una diagnosi: il gap diagnostico è molto alto, circa il 50%.

Queste cifre sono destinate ad aumentare nel tempo e si stima che possano raddoppiare entro il 2020: la proiezione per il 2017 è di 884.550 pazienti con malattia di Alzheimer, con un gap diagnostico del 36,4%.

Aumenta anche l’età media dei pazienti: secondo i dati raccolti da AIMA – Associazione Italiana Malattia di Alzheimer e Censis è passata da 74 anni nel 1999 a 79 nel 2015.

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