Sintomi e diagnosi dell’Alzheimer

Home / info / Sintomi e diagnosi dell’Alzheimer

Sintomi e diagnosi dell’Alzheimer

info

Sintomi e diagnosi dell’Alzheimer

29/01/2016

L’Alzheimer è definita la malattia delle quattro A:

  • amnesia, perdita significativa di memoria;
  • afasia, incapacità di formulare e comprendere i messaggi verbali;
  • agnosia, incapacità di identificare correttamente gli stimoli, riconoscere persone, cose e luoghi;
  • aprassia, incapacità di compiere correttamente alcuni movimenti volontari, per esempio vestirsi.

La sintomatologia è abbastanza lieve all’inizio, ma col progredire della malattia i sintomi diventano sempre più evidenti e cominciano ad interferire con le attività quotidiane e con le relazioni sociali.

Può essere considerata a tutti gli effetti una malattia terminale, che causa uno scadimento generale delle condizioni di salute; la causa più comune di morte è la polmonite, perché il progredire della malattia porta ad un deficit del sistema immunitario e alla perdita di peso, con aumento conseguente del rischio di infezioni delle vie aeree superiori e inferiori.

Diagnosi

A differenza di altre malattie non esiste un esame specifico per diagnosticare la malattia di Alzheimer.

L’unico modo per avere una diagnosi certa di demenza di Alzheimer è l’identificazione delle placche amiloidi nel tessuto cerebrale, ma ciò è possibile soltanto post-mortem.

Durante il decorso della malattia, la diagnosi è il frutto di un percorso integrato composto da un’accurata raccolta anamnestica, una valutazione neuropsicologica approfondita e un insieme di esami di laboratorio e strumentali (puntura lombare, Risonanza Magnetica cerebrale, TC cerebrale, SPECT cerebrale, PET cerebrale).

I fattori di rischio

Etnia, professione, posizione geografica, livello socioeconomico non sono componenti determinanti per lo sviluppo della malattia.

Esistono piuttosto un insieme di fattori di rischio che, congiuntamente, possono predisporre alla malattia:

  • l’età: è il principale fattore di rischio per la demenza di Alzheimer. La prevalenza di demenza di Alzheimer è bassa (1%) nella fascia di età inferiore a 65 anni e aumenta all’aumentare dell’età (11% a 65-80 anni, 35% a 80-90 anni, oltre il 40% dopo i 90 anni). La grande maggioranza delle persone con più di 80 anni è intellettualmente integra. Sebbene, quindi, le probabilità di contrarre la malattia di Alzheimer crescano con gli anni, la vecchiaia di per se stessa non è causa di tale malattia.
  • fattori genetici: in un numero estremamente limitato di famiglie, la malattia di Alzheimer si presenta col carattere di malattia genetica dominante. I membri di tali famiglie possono ereditare da uno dei genitori la parte di DNA (struttura genetica) che causa tale malattia.
  • traumi cranici: è ragionevole ritenere che una persona che abbia ricevuto un violento colpo alla testa possa essere a rischio di ammalarsi di malattia di Alzheimer. Il rischio è maggiore se al momento del trauma la persona ha più di cinquant’anni, ha un genotipo specifico (apoƐ4) e ha perso conoscenza subito dopo il trauma.
  • comorbidità o fattori di rischio cardio e cerebrovascolari, quali: diabete, ipertensione, ipercolesterolemia, fumo.

Dalla rete

Advertise

Related reading

Start typing and press Enter to search