Candida, questa sconosciuta. L’80% delle donne non sa riconoscere i sintomi

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Candida, questa sconosciuta. L’80% delle donne non sa riconoscere i sintomi

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Candida, questa sconosciuta. L’80% delle donne non sa riconoscere i sintomi

13/06/2018

Se ne parla spesso, sui media. Eppure c’è ancora molta strada da fare. La Candida, o candidosi, è uno dei disturbi femminili più diffusi: oltre il 75% delle donne italiane ha avuto un’infezione da Candida nell’arco della sua vita e più o meno una su tre ha sofferto di questo problema solo nell’ultimo anno.

Eppure, nonostante la sua diffusione, le ultime ricerche rivelano che le italiane hanno ancora le idee ben poco chiare su cosa sia effettivamente la Candida, quali siano i sintomi, i fattori predisponenti o le fasce d’età più a rischio d’infezione.

Lo rivela un’indagine GFK commissionata da Bayer con l’obiettivo di valutare quale sia l’incidenza dei sintomi più comuni legati alle problematiche intime, prendendo come riferimento un campione rappresentativo della popolazione femminile italiana.

Stando ai risultati della ricerca ben l’80% delle donne affette da Candida non riesce a diagnosticarla, presenta infatti i sintomi propri di questa infezione, ma non è in grado di attribuirli ad essa. Inoltre, i dati di letteratura ci dicono che, una volta diagnosticata la Candidosi e consigliata la terapia, il 4% non inizia neppure il trattamento e, tra le donne che iniziano la cura, una su due la interrompe prima della sua conclusione, esponendosi quindi a rischio di recidiva.

Una scenario piuttosto allarmante: a una conoscenza sommaria e lacunosa dei sintomi e del fungo che li causa, si combina la tendenza a non portare a termine le cure.

I sintomi della candida

I sintomi tipici della candida comprendono:

  • comparsa di secrezioni biancastre e grumose, simili a ricotta, più o meno abbondanti a seconda dei casi,
  • bruciore e prurito genitale di intensità variabile (da lieve fino a un’intensità difficile da sopportare),
  • dolore o fastidio durante i rapporti sessuali
  • bruciore mentre si urina.

In alcuni casi la mucosa genitale appare arrossata, mentre non sono presenti eruzioni cutanee di alcun tipo, né cattivo odore.

In presenza di tali sintomi, la diagnosi di candidosi è pressoché certa. La terapia prevede l’applicazione locale di un preparato in crema, gel o capsule endovaginali a base di derivati azolici.

Afferma Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica del Centro San Raffaele Resnati di Milano: «La maggior parte delle persone non sa che la Candida è un germe naturalmente presente in tutti gli esseri umani. In condizioni di salute, la Candida è silenziosa/dormiente, in forma di spora. Quando si attiva, assume la forma di ifa: diventa patogena e causa sintomi diversi a seconda della sede e dell’organo colpito. Cattive abitudini, alimentazione sbagliata, terapie antibiotiche, o anche altre malattie come ad esempio il diabete, possono favorire la proliferazione del fungo e dar luogo a Candidosi sintomatica. Una cura sommaria non porta alla soluzione del problema, tutt’altro. Basti pensare che recidiva circa il 40% delle infezioni da Candida».

Un altro campanello d’allarme scatta quando ci si focalizza sulle giovanissime; la prevalenza dell’infezione da Candida nelle adolescenti sessualmente attive, infatti, è del 42%.

Secondo Graziottin «le vaginiti da Candida esplodono dopo la pubertà per il ruolo che gli estrogeni hanno sulla transizione della Candida da forma inattiva (spora) a forma patogena (ifa). Basti pensare che un terzo delle visite ambulatoriali ospedaliere delle adolescenti sono effettuate per vaginiti da Candida».

Filippo Murina, responsabile del Servizio di Patologia del Tratto Genitale Inferiore dell’Ospedale V. Buzzi – Università degli Studi di Milano – alla luce della sua quotidiana esperienza con le assistite, dichiara: «La conoscenza dei fattori predisponenti, precipitanti e di mantenimento è utile per inquadrare il problema. Se si è contratta la vaginite da Candida, un fattore decisamente importante nel trattamento è l’aderenza alla terapia. Una terapia locale e mirata, sicura e a mono-somministrazione garantisce il 100% della compliance e restituisce il benessere intimo e psico-fisico».

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