Carni rosse: dopo i tumori ora sono accusate di causare insufficienza renale

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Carni rosse: dopo i tumori ora sono accusate di causare insufficienza renale

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Carni rosse: dopo i tumori ora sono accusate di causare insufficienza renale

20/07/2016

Dopo il discusso rapporto dell’OMS circa il rischio tumore connesso al consumo di carni rosse, un nuovo studio pubblicato recentemente sulla rivista della American Society of Nephrology associa la carne rossa a un più elevato rischio di insufficienza renale, e ne suggerisce la sostituzione con altre fonti di proteine.

L’incidenza della malattia renale cronica nel mondo è sempre più alta, e in molti casi la sindrome evolve nella cosiddetta insufficienza renale in stadio terminale.

Le linee guida per la patologia raccomandano restrizioni nell’assunzione di proteine per gestire la malattia renale cronica e rallentare l’evoluzione dell’insufficienza allo stadio terminale.

Ciononostante, non è sufficientemente provato che tali restrizioni possano rallentare il deteriorarsi dei reni.

I ricercatori, allo scopo di analizzare il rapporto fra il consumo di fonti proteiche e la funzionalità renale, hanno analizzato i dati relativi al Singapore Chinese Health Study, uno studio analitico su oltre 60.000 cittadini cinesi residenti a Singapore.

Si tratta di una popolazione nella quale il 97% del consumo di carni rosse consiste in carni suine. Fra le altre fonti di proteine, compaiono le carni bianche (pollo), pesce, formaggi, soia e legumi.

Negli oltre quindici anni di osservazione coperti dallo studio, i ricercatori hanno riscontrato una forte associazione fra il consumo di carne rossa e il rischio di insufficienza renale terminale.

Fra i consumatori più accaniti, il rischio di sviluppare insufficienza renale è risultato essere del 40% maggiore rispetto ai consumatori più moderati.

Nessuna associazione è stata riscontrata su pollame, pesce, uova o prodotti caseari, mentre soia e legumi sembrano essere in qualche modo “protettivi”.

La sostituzione di una portata di carne rossa con altre fonti di proteine ridurrebbe il rischio di insufficienza renale fino al 62%.

Scopo dello studio, secondo i ricercatori, era capire quali raccomandazioni fornire ai pazienti che soffrono di insufficienza renale o alla popolazione generale: «I risultati suggeriscono che l’apporto di proteine può essere mantenuto, ma si deve prendere in considerazione l’idea di passare a fonti vegetariane. Se si sceglie di rimanere carnivori, il pesce e la carne bianca sono scelte migliori».

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