Linfoma cutaneo a cellule T CD30-positivo: primo OK da EMA per brentuximab vedotin

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Linfoma cutaneo a cellule T CD30-positivo: primo OK da EMA per brentuximab vedotin

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Linfoma cutaneo a cellule T CD30-positivo: primo OK da EMA per brentuximab vedotin

24/11/2017

Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), ha espresso parere positivo riguardo all’estensione dell’autorizzazione all’immissione in commercio di brentuximab vedotin, e ne ha raccomandato l’approvazione per il trattamento di pazienti adulti affetti da linfoma cutaneo a cellule T (CTCL) CD30-positivo già sottoposti ad almeno una terapia sistemica.

Brentuximab vedotin è un anticorpo coniugato (ADC) diretto al CD30 espresso a livello delle lesioni cutanee, approssimativamente nel 50% dei pazienti con linfoma cutaneo a cellule T. Brentuximab vedotin non è al momento approvato per il trattamento del linfoma cutaneo a cellule T.

È composto da un anticorpo monoclonale anti CD30 legato, tramite un legame scindibile da proteasi, all’agente antimicrotubolare monometilauristatina E (MMAE), che utilizza la tecnologia brevettata da Seattle Genetics. L’ADC usa un sistema di legame realizzato per essere stabile nel torrente circolatorio e rilasciare MMAE al momento dell’internalizzazione nelle cellule tumorali che esprimono CD30.

L’opinione positiva del CHMP per brentuximab vedotin, che verrà presa in considerazione dalla Commissione Europea, si basa sui risultati dello studio clinico randomizzato, in aperto, di fase 3 ALCANZA, disegnato per valutare brentuximab vedotin come agente singolo in confronto al braccio di controllo con terapia standard a scelta dello sperimentatore (metotrexato o bexarotene), nei pazienti con linfoma cutaneo a cellule T CD30-positivo.

Lo studio ha raggiunto l’obiettivo primario: il trattamento con brentuximab vedotin ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo del tasso di risposta obiettiva ≥ a quattro mesi (ORR4), della mediana di sopravvivenza libera da progressione di malattia rispetto al braccio di controllo (p <0.0001), come valutato da un comitato di revisione indipendente.

L’ORR4 è stata del 56,3% nel braccio trattato con brentuximab vedotin, rispetto al 12,5% nel braccio di controllo. Gli endpoint secondari specificati nel protocollo, incluso il tasso di risposta completa, la sopravvivenza libera da progressione e la riduzione dei sintomi durante il trattamento, misurata dal questionario Skindex-29, erano tutti in favore del braccio trattato con brentuximab vedotin in maniera statisticamente significativa. Il profilo di sicurezza associato a brentuximab vedotin nello studio ALCANZA era generalmente coerente con le informazioni contenute in RCP.

Gli eventi avversi più comuni, di qualsiasi gravità, sono stati: neuropatia periferica, nausea, diarrea, affaticamento, vomito, alopecia, prurito, febbre, riduzione di appetito e ipertrigliceridemia.

Nel braccio trattato con brentuximab vedotin, gli eventi avversi più comuni di grado 3 o 4 sono stati neuropatia sensoriale periferica (nessun evento di grado 4), affaticamento, diarrea, nausea, vomito e prurito.

Nel braccio di controllo, gli eventi avversi più comuni di grado 3 o 4 sono stati ipertrigliceridemia, prurito, affaticamento e febbre.

Il linfoma cutaneo a cellule T

Linfoma è un termine usato per indicare un gruppo di tumori che originano dal sistema linfatico. I linfomi si dividono in due grandi categorie: linfoma di Hodgkin e linfoma non-Hodgkin. I linfomi cutanei sono una categoria di linfomi non-Hodgkin della cute. Secondo la Cutaneous Lymphoma Foundation, il linfoma cutaneo a cellule T è il linfoma cutaneo più comune e si presenta tipicamente con chiazze rosse, squamose o ispessite sulla cute che spesso ricorda l’eczema o la dermatite cronica. Dall’interessamento di un’area limitata della cute, la progressione può accompagnarsi alla formazione di tumore, ulcerazione ed esfoliazione, aggravate da prurito e infezioni. Gli stadi avanzati della patologia coinvolgono i linfonodi, il sangue periferico e gli organi interni. Da letteratura, il CD30 è espresso a livello delle lesioni del linfoma cutaneo a cellule T in circa il 50% dei pazienti che ne sono affetti.

Il trattamento standard di linfoma cutaneo a cellule T include terapie dirette alla cute, radiazioni e terapie sistemiche in combinazione a queste. Le terapie sistemiche attualmente approvate hanno dimostrato un tasso di risposta obiettiva dal 30 al 45%, con bassa percentuale di risposte complete.

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