Allarme da ricerca USA: nuovo virus animale pronto a contagiare l’uomo

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Allarme da ricerca USA: nuovo virus animale pronto a contagiare l’uomo

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Allarme da ricerca USA: nuovo virus animale pronto a contagiare l’uomo

12/10/2018

Desta preoccupazione fra i ricercatori il comportamento di un virus scoperto nella popolazione suina: secondo uno studio condotto dalla Ohio State University e dall’ateneo olandese di Utrecht, pubblicato sulla rivista scientifica PNAS, il virus in questione è in grado di compiere il salto e di contagiare colture cellulari umane.

Il deltacoronavirus porcino è stato identificato per la prima volta nel 2012 in Cina su alcuni maiali. Due anni dopo è stato associato a un’epidemia di dissenteria fra alcuni maiali in Ohio, e successivamente in altri paesi. La malattia può avere esiti fatali e anche se non sono ancora stati registrati casi fra gli esseri umani, i ricercatori temono che sia concreta la probabilità che questo accada.

La diffusione di questo nuovo virus è preoccupante, secondo veterinari ed esperti in salute pubblica, a causa della sua somiglianza con gli agenti patogeni responsabili per le recenti epidemie di SARS e MERS, entrambe sindromi respiratorie gravi. L’epidemia di SARS del 2002-2003 ha fatto registrare oltre 8000 casi e 774 decessi in 37 paesi. Di recente, un’epidemia di MERS ha portato in Arabia Saudita a oltre 1800 casi e più di 700 decessi.

La possibilità che il virus compia il salto agli esseri umani, spiegano i ricercatori, dipende principalmente dalla sua capacità di legarsi ai recettori cellulari: «Un recettore è come la serratura di una porta», spiegano gli scienziati, «se il virus riesce a “scassinarla” può introdursi nella cellula e infettare l’organismo».

Lo studio ha osservato il fenomeno su uno specifico recettore chiamato aminopeptidase N, principale sospettato nel meccanismo in questione: altri virus appartenenti alla stessa famiglia, spiegano i ricercatori, si legano proprio a questo recettore, presente nel tratto digestivo e respiratorio di molti animali. «Ora sappiamo che questo può accadere anche negli esseri umani».

I test condotti in laboratorio hanno confermato l’ipotesi: il virus si lega al recettore non solo nei maiali ma anche in gatti, galline ed esseri umani. «Si tratta solo di stabilire se a quel punto è in grado di replicarsi e causare una patologia», hanno dichiarato i ricercatori, i quali cercheranno ora di verificare proprio questo aspetto.

Gli scienziati tenteranno inoltre, nei prossimi studi, di cercare anticorpi specifici nel flusso sanguigno, per verificare se il virus abbia effettivamente già compiuto il salto agli esseri umani: «Ora sappiamo per certo che il deltacoronavirus porcino può legarsi alle cellule e introdurvisi. Ora dobbiamo osservare la suscettibilità dell’organismo», in altre parole se i maiali malati possono trasmettere il virus ad altre specie, umani compresi, e viceversa.

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