GIST: il pathway “riccio”, una nuova chiave per i tumori stromali gastrointestinali

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GIST: il pathway “riccio”, una nuova chiave per i tumori stromali gastrointestinali

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GIST: il pathway “riccio”, una nuova chiave per i tumori stromali gastrointestinali

09/11/2016

Uno studio clinico condotto negli Stati Uniti ha fornito le prime prove concrete sulla centralità del pathway cellulare Hedgehog (“riccio” in italiano) nella formazione dei tumori stromali gastrointestinali.

I risultati dello studio, frutto di una collaborazione fra l’Università della California di San Diego e la Mayo Clinic, sono stati pubblicati online sulla rivista scientifica Oncotarget.

La necessità di trovare nuove terapie per i tumori stromali gastrointestinali è impellente: il fenomeno della resistenza ai farmaci, nello specifico agli inibitori di tirosin chinasi, costringe i medici a combattere la malattia tramite l’uso di farmaci sempre più aggressivi, con effetti collaterali sempre più gravi per i pazienti, che nel 95% dei casi finiscono comunque per soccombere con il progredire del tumore.

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Jason Sicklick, il chirurgo oncologo del Moores Cancer Center presso la UC San Diego Health che ha partecipato alla ricerca.

Il tumore stromale gastrointestinale colpisce una specifica tipologia di cellule, dette cellule interstiziali di Cajal.

Queste sono considerate alla stregua di veri e propri pacemaker del tratto gastrointestinale, poiché permettono la contrazione dei muscoli nel tratto digestivo.

Jason Sicklick, coordinatore dello studio, afferma di aver trovato «l’interruttore» del tumore. Il pathway “riccio”, infatti, controlla l’espressione del gene KIT, un tratto distintivo dei tumori stromali gastrointestinali. In presenza della malattia, il pathway risulta alterato: con un trattamento a base di arsenico, il tumore viene fermato e le cellule tumorali resistenti vengono distrutte.

I ricercatori ritengono, con questo metodo, di aver trovato un nuovo approccio al trattamento della patologia.

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