Retinopatia diabetica: i risultati della prima campagna nazionale di screening

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Retinopatia diabetica: i risultati della prima campagna nazionale di screening

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Retinopatia diabetica: i risultati della prima campagna nazionale di screening

22/03/2019

2200 pazienti diabetici visitati gratuitamente in tutta Italia, 30 strutture ospedaliere coinvolte. Sono questi i numeri della prima campagna nazionale di prevenzione e diagnosi della retinopatia e maculopatia diabetica che si è conclusa a fine febbraio. E che ha consentito di individuare pazienti a rischio. Il 6% di loro presentava edema maculare mai diagnosticato precedentemente, mentre nel 15% del totale dei pazienti visitati, erano presenti alterazioni retiniche riconducibili a retinopatia diabetica (essudati, emorragie, ecc.).

Un grande successo per gli organizzatori, coordinati dal dottor Lucio Buratto e dal Professor Francesco Bandello. Il primo passo è stato fatto, e i risultati si vedono chiaramente. Ma è altrettanto chiaro che queste campagne di prevenzione hanno un impatto positivo sia sulla vita dei pazienti sia sul Servizio sanitario nazionale. Intercettare per tempo chi, soffrendo di diabete di tipo 1 o 2, inizia a manifestare problemi alla retina vuol dire prevenire disturbi visivi grave e, d’altro canto, significa ridurre l’impatto delle terapie per le casse della sanità pubblica.

La campagna di screening

La prima campagna nazionale di prevenzione e diagnosi della retinopatia e maculopatia diabetica si è svolta dal 4 al 28 febbraio 2019. È stata organizzata dal Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO) e dall’Ospedale San Raffaele di Milano e ha avuto il patrocinio del Ministero della Salute, del Comune di Milano e della Società Oftalmologica Italiana.

Lo scopo è chiaro: informare e sensibilizzare la cittadinanza sulle complicanze oculari della malattia diabetica e sui rischi connessi. La retinopatia e la maculopatia diabetica sono le alterazioni microvascolari più comuni nei pazienti affetti da diabete mellito (DM).

Durante la campagna sono stati effettuati 2.200 screening. Il criterio di inclusione per partecipare era la diagnosi di diabete: Tipo I, Tipo II, gestazionale e altro, invece il criterio di esclusione la diagnosi pregressa di retino o maculopatia diabetica. Il campione è risultato equamente distribuito tra uomini e donne (rispettivamente 56% e 44%), con le seguenti fasce di età:

Il 10 % dei partecipanti allo screening aveva ricevuto diagnosi di diabete da meno di 1 anno, il 25% da meno di 5 anni, il 21% da 5 a 10 anni e il 44% sapeva di essere diabetico da più di 10 anni.

Il diabete di II tipo è il più frequente e anche nel nostro campione rappresenta l’incidenza maggiore, il 69%.

Dati elaborati in cloud

Grazie alle Aziende CSO, Next Sight, Zeiss, Nidek, Topcon e Centervue ogni centro, qualora non ne fosse già in possesso, è stato dotato della più moderna tecnologia di OCT e di Fundus Camera.

Con l’OCT è stata eseguita una scansione 3D della macula mentre con la Fundus Camera sono state acquisite due immagini per occhio del fondo oculare: una centrata in macula e una centrata al nervo ottico; queste sono poi state analizzate da un sistema di Intelligenza Artificiale (I-A), EyeArt, sviluppato e prodotto dalla Società Eyenuk, Inc. di Los Angeles, California.

Il sistema di I-A, si avvale di una tecnologia di avanguardia per la lettura, l’interpretazione e la refertazione delle immagini del fondo oculare di pazienti diabetici.

Il software EyeArt completamente automatizzato e basato su cloud per lo screening della retinopatia diabetica ha marchio CEIIa certified e approvato dalla Canadian Health Authority risponde agli standard HIPAA e GDPR.

La tecnologia è attualmente utilizzata commercialmente in Europa e come dispositivo sperimentale presso prestigiose cliniche oculistiche negli Stati Uniti.

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