Ipotiroidismo in gravidanza, studio USA mette in discussione lo screening prenatale

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Ipotiroidismo in gravidanza, studio USA mette in discussione lo screening prenatale

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Ipotiroidismo in gravidanza, studio USA mette in discussione lo screening prenatale

06/04/2017

Lo screening universale e il conseguente trattamento dell’ipotiroidismo subclinico per le donne in gravidanza non hanno alcun effetto sulla salute di mamma e bambino: sono queste le conclusioni di una ricerca statunitense condotta attraverso l’Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development, pubblicata recentemente sul New England Journal of Medicine.

Gli studi degli ultimi trent’anni indicano che l’ipotiroidismo subclinico durante la gravidanza è associato a diversi effetti negativi, fra cui un più basso quoziente intellettivo nel nascituro.

Proprio per questo motivo, diverse associazioni professionali raccomandano lo screening prenatale per il trattamento della patologia.

La ricerca coordinata da Dwight Rouse mette però in discussione l’efficacia del metodo, rilevando la mancanza di differenze sostanziali nelle capacità cognitive per i soggetti trattati.

Lo studio, specifica Rouse, riguarda esclusivamente i casi di ipotiroidismo subclinico (caratterizzato da alti livelli di ormone TSH) e di ipotiroxinemia (caratterizzata da un basso livello di ormone fT4): «Le donne affette da ipotiroidismo vero e proprio devono essere trattate durante la gravidanza, la terapia fa bene a loro e ai bambini», ha dichiarato il ricercatore.

Lo studio, che ha coinvolto quindici centri ospedalieri statunitensi, è stato condotto su donne entro la ventesima settimana di gravidanza, seguite fino al quinto anno di età della prole. Le pazienti sono state trattate con levotiroxina (un comune farmaco contro l’ipotiroidismo) o con un placebo: la funzionalità della tiroide è stata monitorata mensilmente durante la gravidanza, e i bambini sono stati sottoposti a test comportamentali e di sviluppo per tutto il periodo dello studio.

Secondo le conclusioni dei ricercatori, non solo il trattamento dell’ipotiroidismo subclinico e dell’ipotiroxinemia non ha influenzato in alcun modo lo sviluppo cognitivo dei bambini, ma non sono stati registrati nemmeno benefici immediati a livello neonatale.

I risultati sono in linea con le raccomandazioni attuali dell’Acog (American College of Obstetricians and Ginecologists), che si oppone allo screening universale per la tiroide durante la gravidanza.

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