Sclerosi multipla: ancora troppi falsi miti su gravidanza e maternità

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Sclerosi multipla: ancora troppi falsi miti su gravidanza e maternità

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Sclerosi multipla: ancora troppi falsi miti su gravidanza e maternità

12/02/2018

Sono stati presentati i risultati di un’indagine condotta in diversi paesi UE su 1.000 donne di età compresa fra i 25 e i 35 anni con diagnosi di sclerosi multipla recidivante negli ultimi cinque anni.

Emerge chiarmaente il persistere di convinzioni errate rispetto ai temi legati alla gravidanza. L’indagine è stata condotta in Germania, Italia, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito, e i risultati rivelano che l’85% delle donne intervistate in Italia e l’88% delle donne intervistate in generale, al momento della diagnosi, hanno avuto paura di non poter avere figli, nonostante le evidenze scientifiche indichino che hanno la stessa probabilità di restare incinte e di avere figli sani di qualsiasi altra donna.

Inoltre, il 49% delle pazienti italiane che teme di non poter rimanere incinta ha anche paura di trasmettere la malattia ai figli, anche se la sclerosi multipla non è ritenuta una malattia ereditaria.

In Italia, sono 114.000 le persone colpite dalla sclerosi multipla, le donne in età fertile sono quelle più colpite e molte di loro possono desiderare una famiglia.

Per contribuire a una corretta informazione è partito un progetto che prevede di sviluppare un Toolkit su sclerosi multipla e gravidanza allo scopo di favorire un dialogo più approfondito fra le donne e i loro medici su questi temi.

“Una diagnosi di sclerosi multipla – commenta Maria Pia Amato, Ordinario del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli Studi di Firenze – può far sorgere nella donna molte domande sui temi della contraccezione e della gravidanza. Sappiamo che per la maggior parte delle donne con questa malattia non aumenta in generale il rischio di complicanze legate allo stato di gravidanza. Le donne con sclerosi multipla hanno bisogno di avere accesso a informazioni di qualità e ricevere il supporto di operatori sanitari qualificati. Nel progetto PRIMUS – continua la Professoressa Amato – abbiamo adottato un approccio multidisciplinare con la partecipazione di neurologi dei Centri clinici sclerosi multipla, di ginecologi e di psicologi. Il team multidisciplinare, sulla base delle evidenze disponibili in letteratura e dell’esperienza clinica, – conclude la Professoressa – ha elaborato una consensus rispetto al counseling della donna con sclerosi multipla che affronta un progetto di maternità e alle scelte terapeutiche da valutare prima, durante la gravidanza e nel periodo post-partum”.

L’insufficiente accesso alle informazioni e il persistere di convinzioni errate sono potenzialmente alimentati dalla mancanza di dialogo con il medico sui temi legati alla gravidanza. Più di 1 donna su 3, ossia il 35% del totale delle donne, non parla di questi argomenti con il neurologo/specialista di SM e il 49% non ne parla con il proprio medico di base, nonostante questi siano temi che destano in loro preoccupazione.

L’87% delle intervistate ha dichiarato di desiderare maggiori e migliori informazioni sui temi legati alla gravidanza per compiere scelte più informate. Più dell’88% delle donne con sclerosi multipla ha dichiarato che avrebbe voluto discutere di questi temi con il medico: soprattutto su cosa aspettarsi durante il parto (31%), sulla cura dei bambini dopo la gravidanza (29%) e sulle opzioni terapeutiche nel periodo prima e dopo il concepimento (28%).

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