Sclerosi multipla, identificati primi sintomi. Potrebbero facilitare la diagnosi

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Sclerosi multipla, identificati primi sintomi. Potrebbero facilitare la diagnosi

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Sclerosi multipla, identificati primi sintomi. Potrebbero facilitare la diagnosi

09/10/2018

Nei cinque anni antecedenti ai primi segni clinicamente riconosciuti di sclerosi multipla, l’incidenza di problemi al sistema nervoso come dolore o disturbi del sonno sono quattro volte superiori alla media. Lo rivela uno studio dell’ateneo canadese della British Columbia, secondo il quale anche le visite dallo psichiatra sono del 50% più probabili. Lo studio, pubblicato su Multiple Sclerosis Journal, è il più ampio finora condotto sull’argomento e potrebbe facilitare la diagnosi precoce e l’inizio anticipato del trattamento.

A livello biologico, la sclerosi multipla è caratterizzata dalla distruzione da parte del sistema immunitario della mielina, il materiale isolante di cui sono rivestiti i neuroni. Quando la guaina mielinica viene danneggiata, la comunicazione fra il cervello e le altre parti dell’organismo risulta più difficoltosa e porta a problemi di vista, debolezza muscolare, difficoltà di equilibrio e di coordinazione, disturbi cognitivi.

Il quadro sintomatico della sclerosi multipla è vario, spesso associato ad altre patologie e può essere talvolta transitorio: la diagnosi è quindi complessa, ed è confermata attraverso una risonanza magnetica, un test sugli impulsi nervosi o un esame del fluido spinale.

I ricercatori hanno esaminato le cartelle cliniche di 14000 pazienti affetti da sclerosi multipla fra il 1984 e il 2014 in diversi stati canadesi, comparandoli con i dati di altri 67000 pazienti privi della malattia. Fra le patologie più comunemente associate con la diagnosi è stata riscontrata la fibromialgia (oltre tre volte più comune rispetto alla media), la sindrome dell’intestino irritabile (due volte più comune), l’emicrania  e alcuni disturbi dell’umore come ansia, depressione e sindrome bipolare. L’incidenza di queste patologie trova corrispondenza con un uso più massiccio di antidepressivi, antibiotici e farmaci per patologie che riguardano l’apparato muscolo-scheletrico, il sistema nervoso, l’apparato genito-urinario.

I risultati della ricerca confermano che la sclerosi multipla può essere preceduta da alcuni prodromi apparentemente non correlati alle manifestazioni più classiche della malattia come disturbi alla vista o parestesie agli arti. Fino al 2000 i principali testi medici escludevano la possibilità che la patologia potesse avere dei prodromi.

«L’esistenza di questi segni premonitori è riconosciuta per l’Alzheimer e per il Parkinson», spiegano gli autori della ricerca «ma non c’è stata la stessa attenzione per la sclerosi multipla. Ora dobbiamo scavare più a fondo e scoprire se esistono pattern correlati al sesso, all’età o alla tipologia di sclerosi multipla che può insorgere».

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