Sclerosi multipla, studio rivela: l’alimentazione può ridurre i sintomi

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Sclerosi multipla, studio rivela: l’alimentazione può ridurre i sintomi

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Sclerosi multipla, studio rivela: l’alimentazione può ridurre i sintomi

05/01/2018

Il consumo di frutta, verdura e cereali integrali potrebbe essere correlato a una minore disabilità e a meno sintomi legati alla sclerosi multipla. Lo afferma uno studio pubblicato nei giorni scorsi su Neurology, la rivista ufficiale dell’American Academy of Neurology.

«Molti pazienti si domandano se si possa fare qualcosa per ritardare o evitare la disabilità legata alla sclerosi multipla, e se la dieta può avere un ruolo. Pochi studi hanno approfondito questo punto», afferma Kathryn Fitzgerald, ricercatrice presso la Johns Hopkins School of Medicine di Baltimora, autrice dello studio e membro dell’American Academy of Neurology. «Lo studio non determina con certezza che uno stile di vita sano riduce i sintomi della sclerosi multipla, o che avere sintomi gravi renda più difficile condurre uno stile di vita sano: si limita a suggerire una possibile connessione tra i due fattori».

Lo studio è stato svolto su 6989 persone affette da sclerosi multipla, facenti parte di un registro nazionale (Narcoms, North American Research Committee). I pazienti hanno risposto a un questionario relativo alla propria dieta. L’alimentazione sana è stata definita in base al consumo di frutta, verdura, legumi e cereali integrali rispetto a dolci, bevande zuccherate, carne processata e carni rosse. I partecipanti sono stati poi divisi in cinque gruppi, secondo il tipo di dieta seguita.

I ricercatori hanno inoltre preso in considerazione fattori legati allo stile di vita come il peso, l’attività fisica e il fumo. Per quanto riguarda i sintomi, i pazienti hanno risposto a un questionario riguardante la gravità degli stessi, il loro peggioramento negli ultimi sei mesi ed eventuali ricadute.

Secondo i risultati della ricerca, i pazienti che seguono una dieta più sana hanno il 20% di probabilità in meno di avere sintomi gravi rispetto a chi segue una dieta meno sana, anche escludendo altri fattori concomitanti come età e longevità della malattia. Osservando più in generale lo stile di vita, chi ne conduce uno più sano ha il 50% di possibilità in meno di andare incontro alla depressione, il 30% in meno di affaticamento grave e più del 40% in meno di sintomi dolorosi.

Chi segue diete particolari come la Paleo, programmi per la perdita di peso o altre diete che secondo alcuni siti e pubblicazioni aiuterebbero i pazienti affetti da sclerosi multipla, secondo lo studio riceve parziali benefici rispetto alla propria sintomatologia.

Lo studio non è comunque privo di limitazioni: basandosi sul campione, composto in prevalenza da soggetti anziani, bianchi e con una diagnosi risalente in media a quasi 20 anni, non è possibile stabilire con certezza che la correlazione sia applicabile a tutti i pazienti, né se l’alimentazione sana possa essere in qualche modo predittiva di eventuali cambiamenti nei sintomi legati alla sclerosi multipla.

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