Tumore al colon, nuove conferme sul ruolo protettivo della vitamina D

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Tumore al colon, nuove conferme sul ruolo protettivo della vitamina D

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Tumore al colon, nuove conferme sul ruolo protettivo della vitamina D

12/11/2018

Alte concentrazioni di vitamina D nel sangue risultano associate, secondo uno studio internazionale pubblicato su Journal of the National Cancer Institute, a un rischio inferiore di contrarre un tumore colon-rettale. Stando ai dati emersi dalla ricerca la vitamina D svolgerebbe il suo ruolo protettivo a concentrazioni addirittura più alte rispetto a quanto raccomandato dalle principali autorità sanitarie.

Secondo quanto ipotizzano gli scienziati, la vitamina D potrebbe essere coinvolta in alcuni dei processi legati al metabolismo cellulare ed è in questo modo che proteggerebbe l’organismo dal rischio di tumore colon-rettale. Studi precedenti sull’argomento hanno dato risultati dubbi, in parte a causa di limiti strutturali degli studi stessi: variabili come la durata, la dimensione del campione e i tassi di adesione al trattamento potrebbero insomma aver “falsato” i risultati.

I ricercatori hanno lavorato su diciassette gruppi indipendenti di pazienti, standardizzando i processi di registrazione e analisi dei dati. In questo modo, gli scienziati hanno potuto lavorare su un campione molto più ampio dei precedenti (oltre 5700 pazienti con un tumore colon-rettale e 7100 nel gruppo di controllo, provenienti da Asia, Europa e Stati Uniti) e allo stesso tempo adottare una misura univoca per la concentrazione di vitamina D. Ciò ha permesso di esplorare la relazione in modo più sistematico.

Al netto di altri fattori di rischio noti per il tumore colon-rettale, la carenza di vitamina D aumenterebbe del 31% il rischio di contrarre la patologia entro cinque anni e mezzo: al contrario, una presenza della vitamina superiore alle raccomandazioni ridurrebbe il rischio del 22%. L’associazione fra i due fattori risulta inoltre sensibilmente superiore negli uomini rispetto alle donne.

Marji McCullough, prima firma della ricerca, sottolinea che allo stato attuale non esistono raccomandazioni particolari per la vitamina D nell’ambito del tumore colon-rettale. Lo studio offre in questo senso un nuovo punto di vista: «Le concentrazioni di vitamina D raccomandate per mantenere le ossa in buona salute potrebbero essere inferiori a quanto richiesto per la prevenzione del tumore colon-rettale», ha dichiarato McCullough.

La vitamina D può essere assorbita tramite l’esposizione alla luce solare e per via alimentare: questo secondo metodo è più raccomandato, poiché un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti è un noto fattore di rischio per il melanoma.

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