Il trattamento è sempre più personalizzato

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Il trattamento è sempre più personalizzato

tumore del polmone

Il trattamento è sempre più personalizzato

01/08/2015

La prima cosa da fare, quando si parla di approcci terapeutici al tumore del polmone è distinguere tra il tumore polmonare a piccole cellule (SCLC) e il tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC). L’importanza clinica di questa suddivisione è legata al diverso tipo di trattamento.

In caso di tumore a piccole cellule (SCLC) l’approccio standard prevede cicli di chemio e radioterapia. Raramente si ricorre all’operazione chirurgica. La chirurgia rimane invece l’arma più importante nella cura del tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC).

Le opzioni terapeutiche variano in base al tipo e allo stadio del tumore, alle sue dimensioni, alla posizione all’interno del polmone, alla sua possibile diffusione ad altre parti del corpo e alla condizione fisica del paziente.

La target therapy

La target therapy è una delle principali innovazioni terapeutiche di questo secolo ed è rappresentata da farmaci biologici in grado di colpire specifici target presenti sulla membrana cellulare delle cellule tumorali.

In oncologia questi farmaci hanno “rivoluzionato” i trattamenti antitumorali, superando il problema principale della chemioterapia, ossia la sua aspecificità: colpisce indistintamente le cellule neoplastiche e quelle normali.

Definita anche terapia a bersaglio molecolare, la target therapy colpisce invece in maniera mirata la causa principale del processo patologico neoplastico. La sua azione, infatti, è specifica per il ‘bersaglio’ contro cui è diretta, presente prevalentemente nelle cellule tumorali.

Fra gli aspetti più importanti di questo approccio terapeutico vi è il notevole miglioramento della qualità della vita dei pazienti, perché non provoca gli effetti collaterali negativi ed indesiderati tipici della chemioterapia.

Che cosa sono i farmaci biologici

I farmaci biologici rappresentano oggi la frontiera più avanzata nello sviluppo di terapie personalizzate contro patologie gravi come i tumori.

Vengono studiati a tavolino dai ricercatori e tarati in base alle esigenze del paziente. Sono farmaci creati con tecniche di ingegneria genetica, integrando scienze naturali e scienze ingegneristiche.

Non più un composto generico ma un farmaco “target”, che mira a colpire una determinata molecola e opera solo in una precisa zona dell’organismo: i vantaggi rispetto alle cure tradizionali sono quindi notevoli perché aumentano l’efficacia della terapia e riducono, nel contempo, gli effetti indesiderati.

Prodotti a partire da anticorpi o proteine presenti nell’organismo umano, “riprogrammandoli” in modo tale da renderli attivi soltanto su un determinato bersaglio, i farmaci biologici raggiungono le cellule o le strutture malate, agendo direttamente su queste senza danneggiare le cellule sane. Il farmaco risulta quindi meno aggressivo, meno tossico di quelli sintetici, e più facile da sopportare per il paziente.

Esistono diversi tipi di terapie biologiche per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule. Nelle diverse fasi della malattia, queste possono essere somministrate in monoterapia o in combinazione con altre terapie.

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