Inibitori SHP2, nuova classe di farmaci contro i tumori di pancreas e polmone

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Inibitori SHP2, nuova classe di farmaci contro i tumori di pancreas e polmone

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Inibitori SHP2, nuova classe di farmaci contro i tumori di pancreas e polmone

17/10/2018

Una svolta inaspettata sulle potenzialità di una nuova classe di farmaci, gli inibitori SHP2, è arrivata da uno studio dell’Università tecnica di Monaco (Germania). Secondo lo studio, condotto su modello animale e su colture di cellule tumorali umane, tali farmaci sarebbero efficaci anche contro i tumori di pancreas e polmone, patologie finora escluse dai trial clinici condotti su questa nuova classe di inibitori. I risultati della sperimentazione sono stati pubblicati su Nature Medicine.

Il tumore pancreatico e quello polmonare hanno una caratteristica genetica comune: un errore nel gene KRAS, infatti, provoca il malfunzionamento della proteina a esso associata e la divisione incontrollata delle cellule. Questa mutazione genetica è presente in circa un terzo dei tumori umani, e le contromisure sono rese ancora più complicate dal fatto che la proteina KRAS è attiva e svolge funzioni basilari anche per le cellule sane: non è quindi una via praticabile disattivarla per via farmacologica.

Il team di ricerca ha smentito l’ipotesi secondo cui la presenza di questa mutazione genetica rende ogni tentativo di “attacco diretto” destinato al fallimento, per via degli effetti devastanti a essa correlati. I risultati della sperimentazione hanno invece dimostrato che la proteina SHP2 rappresenta un obiettivo terapeutico concreto e che i suoi inibitori possono essere utili anche contro i tumori KRAS.

Una prima parte dello studio, condotta su un gruppo di topi con il gene KRAS difettoso, ha mostrato che la rimozione della proteina SHP2 impedisce lo sviluppo di tumori, rivelando quindi la sua importanza nel processo di formazione dei tumori stessi. I risultati sono stati confermati dall’utilizzo di inibitori SHP2, che hanno rallentato la crescita di tumori laddove già presenti, rendendoli più semplici da controllare.

La scoperta apre la strada alla soluzione di un altro grosso problema legato alla mutazione del gene KRAS nei tumori: la farmaco-resistenza. I ricercatori hanno dimostrato che, combinando gli inibitori SHP2 con altri farmaci già approvati per la terapia oncologica, le cellule tumorali resistenti al trattamento ritornano sensibili. Questa strategia potrebbe quindi rivelarsi vincente contro le forme tumorali più aggressive.

«Sia sola che in combinazione, questa nuova classe di farmaci potrà davvero aiutare i pazienti», hanno dichiarato gli scienziati, che ora sperano di aprire i trial clinici esistenti alla partecipazione di pazienti affetti da tumori aggressivi con la mutazione del gene KRAS presente: in ogni caso, il team sta già attivandosi per l’inizio di un proprio studio clinico sugli esseri umani.

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