Tumore del polmone: combinazione nivolumab e ipilimumab efficace se carico mutazionale è elevato

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Tumore del polmone: combinazione nivolumab e ipilimumab efficace se carico mutazionale è elevato

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Tumore del polmone: combinazione nivolumab e ipilimumab efficace se carico mutazionale è elevato

07/02/2018

Lo studio di fase III CheckMate -227 ha raggiunto l’endpoint co-primario di sopravvivenza libera da progressione (PFS) con la combinazione di nivolumab e ipilimumab rispetto alla chemioterapia in prima linea in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) avanzato che presentano elevato carico mutazionale (≥ 10 mutazioni /megabase, mut/mb), Tumor Mutation Burden (TMB), indipendentemente dall’espressione di PD-L1.

Nello studio, il TMB è stato valutato utilizzando il test, validato analiticamente, della Foundation Medicine denominato FoundationOne CDx. Inoltre, basandosi su un’analisi ad interim per la sopravvivenza globale (OS), il Data Monitoring Committee ha raccomandato il proseguimento dello studio. Il profilo di sicurezza era in linea con quanto precedentemente riportato in pazienti con NSCLC in prima linea per la schedula di combinazione con nivolumab (3 mg/kg ogni due settimane) e bassa dose di ipilimumab (1 mg/kg ogni sei settimane).

“Il TMB è emerso come importante biomarcatore di attività immunoterapica. Per la prima volta, questo studio di fase III mostra una sopravvivenza libera da progressione superiore con la combinazione di farmaci immunoterapici in prima linea in una popolazione predefinita di pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule ed elevato TMB”, ha affermato Matthew D. Hellmann, M.D., study investigator e oncologo al Memorial Sloan Kettering Cancer Center. “CheckMate -227 ha mostrato che il TMB è un importante biomarcatore predittivo indipendente che permette di identificare una popolazione di pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule in prima linea che possono trarre beneficio dalla combinazione di nivolumab e ipilimumab”.

Giovanni Caforio, M.D. chairman e chief executive officer, Bristol Myers-Squibb, ha commentato: “Crediamo che questi risultati di CheckMate -227 rappresentino una svolta nella ricerca sul cancro e un significativo passo in avanti nel determinare quali pazienti con tumore del polmone in prima linea possano trarre maggiore beneficio dalla combinazione di nivolumab e ipilimumab. Questi dati confermano la nostra profonda conoscenza della biologia tumorale, delle principali possibilità della medicina traslazionale e l’impegno a sviluppare nuovi approcci per i pazienti oncologici”.

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