Tumore del polmone, via libera dall’Europa a osimertinib per le forme NSCLC mutate

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Tumore del polmone, via libera dall’Europa a osimertinib per le forme NSCLC mutate

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Tumore del polmone, via libera dall’Europa a osimertinib per le forme NSCLC mutate

11/02/2016

La Commissione europea (CE) ha concesso l’autorizzazione condizionale all’immissione in commercio per le compresse di osimertinib da 80 mg da somministrare una volta al giorno per il trattamento di pazienti adulti con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico positivo alla mutazione T790M del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR).

Il farmaco è indicato per pazienti con NSCLC positivo alla mutazione T790M, indipendentemente da una pregressa terapia con un inibitore tirosin-chinasico (TKI) dell’EGFR.

L’eleggibilità al trattamento con osimertinib dipenderà dallo stato della mutazione, che sarà stabilito attraverso un test diagnostico validato basato su un campione di tessuto tumorale o sul plasma.

La disponibilità di un esame del sangue per il rilevamento del DNA tumorale circolante (ctDNA) offre a medici e pazienti diverse opzioni per identificare la mutazione T790M.

Osimertinib rappresenta una nuova generazione di inibitori tirosin-chinasici di EGFR e l’approvazione accelerata da parte della Commissione europea tiene conto dell’innovazione di questo farmaco e la sua importanza clinica nella gestione del tumore polmonare con una mutazione T790M.

Il tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC)

Il tumore al polmone è una delle principali cause di morte sia tra gli uomini che tra le donne e rappresenta circa un terzo di tutte le morti per cancro, superando la mortalità del tumore al seno, alla prostata e del colon-retto messi insieme.

I pazienti con la forma mutata dell’EGFR, che si verifica nel 10-15 percento dei casi di NSCLC in Europa e nel 30-40 percento dei casi di NSCLC in Asia, sono particolarmente responsivi al trattamento con gli inibitori EGFR-TK attualmente disponibili che bloccano la via di trasduzione cellulare del segnale che porta alla crescita delle cellule tumorali.

Tuttavia, i tumori sviluppano quasi sempre resistenza al trattamento, portando alla progressione della malattia. In circa due terzi dei pazienti trattati con gli inibitori EGFR-TK approvati, gefitinib, erlotinib o afatinib, tale resistenza è causata dalla mutazione secondaria T790M.

Oncologia sempre più mirata

Matthew Peters, presidente del Global Lung Cancer Coalition, ha commentato: «È un momento straordinario nell’ambito dei trattamenti per i pazienti che convivono con un tumore al polmone. La capacità di caratterizzare precisamente i pazienti con diversi tipi di carcinoma polmonare sulla base delle mutazioni genetiche e di prevedere la loro risposta ai trattamenti mirati offre un approccio più preciso ed efficiente nella cura del tumore ai polmoni. I pazienti con le mutazioni comuni sensibilizzanti dell’EGFR e con mutazione T790M hanno risposte insoddisfacenti alle terapie standard. La possibilità di testare lo stato della T790M nei pazienti con carcinoma polmonare, utilizzando un campione tumorale o un semplice esame del sangue, e di indirizzare i pazienti verso un farmaco, come osimertinib, appositamente concepito per le loro mutazioni, offre grandi prospettive in termini di esiti terapeutici duraturi».

Le mutazioni a carico del recettore EGFR possono determinare una crescita cellulare incontrollata e la formazione del tumore.

Osimertinib ha come bersaglio sia la mutazione dell’EGFR che innesca lo sviluppo del cancro, sia la mutazione T790M, che favorisce la resistenza del tumore ai trattamenti disponibili con i TKI dell’EGFR.

Quasi due pazienti su tre affetti da NSCLC, la cui malattia progredisce dopo il trattamento con un inibitore dell’EGFR, sviluppano la mutazione T790M, per la quale è disponibile un numero limitato di opzioni terapeutiche.

Un ristretto numero di pazienti (all’incirca il 3-5%) presenta la mutazione T790M al momento della diagnosi di NSCLC.

I dettagli degli studi

L’approvazione dell’Unione europea di osimertinib si basa sui dati provenienti da due studi di fase II (AURA extension e AURA2) e dalla coorte di espansione dello studio di fase I AURA, che hanno dimostrato l’efficacia in 474 pazienti affetti da NSCLC con mutazione T790M dell’EGFR, progredito durante o dopo un trattamento con un EGFR-TKI. Negli studi di fase II combinati, il tasso di risposta obiettiva (ORR, una misura della riduzione del tumore) era pari al 66% e nello studio di fase I al 62%.

La sopravvivenza libera da progressione (PFS) era di 9,7 mesi negli studi di fase II combinati e di 11 mesi nello studio di fase I.

La durata mediana della risposta (DOR) nello studio di fase I era di 9,7 mesi, mentre negli studi di fase II combinati, la DOR mediana non è stata raggiunta.

Gli eventi avversi più comuni, in base ai dati provenienti dai due studi AURA di fase II, erano in genere di entità da lieve a moderata e includevano diarrea (42% tutti i gradi; 1,0% grade 3/4), eruzioni cutanee (41% tutti i gradi; 0,5% grado 3/4), cute secca (31% tutti i gradi; 0% grado 3/4) e tossicità ungueale (25% tutti i gradi; 0% grado 3/4). Avvertenze e precauzioni includono pneumopatia interstiziale e prolungamento dell’intervallo QT.

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