Tumore del seno: nuova combinazione di farmaci riduce del 30% le dimensioni della neoplasia

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Tumore del seno: nuova combinazione di farmaci riduce del 30% le dimensioni della neoplasia

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Tumore del seno: nuova combinazione di farmaci riduce del 30% le dimensioni della neoplasia

12/10/2016

Ogni giorno in Italia vengono diagnosticati quasi 140 nuovi casi di tumore al seno e nel 2016 sono stimate 50mila nuove diagnosi.

I tumori con recettori ormonali sono i più frequenti e rappresentano circa il 60% del totale: oggi per le pazienti colpite da queste forme si stanno affacciando nuove armi efficaci.

I risultati dello studio di Fase III MONALEESA-2 dimostrano che ribociclib più letrozolo ha prolungato in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione (PFS, progression-free survival) rispetto ad uno standard di cura – letrozolo – come trattamento di prima linea nelle donne in post-menopausa con carcinoma mammario metastatico o in fase avanzata con recettori ormonali positivi, negativo per il recettore 2 del fattore di crescita dell’epidermide umano (HR+/HER2-) (PFS mediana 95%, IC (19,3 mesi – non raggiunti) rispetto a 14,7 mesi (13,0 – 16,5 mesi).

I dati sono stati presentati nella conferenza stampa ufficiale del Congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO) in corso a Copenaghen e durante il Presidential Symposium (Abstract LBA1_PR).

Ribociclib più letrozolo ha ridotto il rischio di morte o di progressione del 44% rispetto a letrozolo in monoterapia.

La combinazione ha migliorato in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione in tutti i sottogruppi di pazienti, a prescindere dalle caratteristiche della malattia o dai fattori demografici.

In più delle metà delle donne con malattia misurabile che assumevano ribociclib più letrozolo si è osservata una riduzione delle dimensione del tumore pari ad almeno il 30% (tasso di risposta globale [ORR, overall response rate] nelle pazienti con malattia misurabile = 53% vs. 37%).

«Ribociclib fa parte della classe degli inibitori delle chinasi ciclina-dipendenti (CDK) 4/6 che contribuiscono alla crescita delle cellule tumorali – hanno affermato Lucia Del Mastro, direttore dell’Unità Sviluppo Terapie Innovative al San Martino-Istituto Tumori di Genova, e Michelino De Laurentiis, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia Medica Senologica dell’Istituto Nazionale Tumori ‘Fondazione Pascale’ di Napoli.

La molecola ha dimostrato, in associazione alla terapia ormonale, di migliorare i risultati ottenuti con la sola terapia ormonale e di prolungare la sopravvivenza libera da progressione. «Oggi questi tipi di tumore vengono curati sin dall’inizio con la terapia ormonale. Se funziona si può fare una seconda e una terza terapia ormonale oppure si passa alla chemioterapia. Questi nuovi farmaci invece raddoppiano l’efficacia dell’ormono-terapia e ritardano il ricorso alla chemioterapia, migliorando la qualità di vita delle pazienti» hanno aggiunto i due oncologi.

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L’oncologo Gabriel N. Hortobagyi

«I risultati dello studio MONALEESA-2 dimostrano che la combinazione di ribociclib più letrozolo rappresenta un significativo passo avanti nella gestione del carcinoma mammario metastatico HR+ e che, se approvata, potrà diventare un’importante nuova opzione terapeutica a disposizione di queste pazienti» ha dichiarato Gabriel N. Hortobagyi, Professor of Medicine, Department of Breast Medical Oncology, Division of Cancer Medicine, The University of Texas MD Anderson Cancer Center e sperimentatore responsabile dello studio MONALEESA-2.

«Le donne che convivono con il carcinoma mammario metastatico dovranno rimanere in trattamento per tutto il resto della loro vita, pertanto è di fondamentale importanza sviluppare opzioni terapeutiche che siano efficaci nel ritardare la progressione”.

Nella maggior parte dei casi, gli eventi avversi nello studio MONALEESA-2 sono stati di entità da lieve a moderata, identificati precocemente mediante il monitoraggio di routine, e in genere gestiti tramite l’interruzione e la riduzione della dose» ha concluso l’oncologo d’Oltreoceano.

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