Tumore della prostata: ecco gli effetti a lungo termine delle diverse terapie

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Tumore della prostata: ecco gli effetti a lungo termine delle diverse terapie

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Tumore della prostata: ecco gli effetti a lungo termine delle diverse terapie

29/03/2017

Due studi statunitensi, pubblicati recentemente dalla rivista scientifica JAMA, hanno esaminato l’impatto relativo alla qualità della vita e agli effetti collaterali dei diversi percorsi terapeutici possibili per il trattamento del tumore prostatico localizzato.  Secondo i ricercatori, i dati saranno utili a orientare medici e pazienti sulla migliore strategia terapeutica da adottare.

Il primo studio, condotto da un gruppo di ricercatori del Vanderbilt University Medical Center, ha riguardato oltre 2500 pazienti, il cui tumore è stato trattato tramite prostatectomia radicale (60%), radioterapia a fasci esterni (24%) oppure sorveglianza attiva (17%).

Secondo quanto riferito dai pazienti, la prostatectomia è associata con disfunzioni sessuali e incontinenza rispetto agli altri metodi, mentre si evidenziano meno irritazioni a livello urinario rispetto alla sorveglianza attiva. Tuttavia, dopo i primi dodici mesi non emergono differenze significative in alcun parametro preso in considerazione per misurare la qualità della vita.

Nel secondo studio, condotto presso la University of North Carolina, sono stati presi in esame 1141 pazienti con una diagnosi recente di tumore prostatico, sottoposti a prostatectomia (41%), radioterapia a fasci esterni (22%), brachiterapia (9,6%) e sorveglianza attiva (28%). La qualità della vita è stata misurata attraverso sondaggi effettuati a intervalli regolari.

In questo caso i ricercatori hanno riscontrato disfunzioni sessuali più marcate dopo tre mesi per i pazienti trattati con prostatectomia, radioterapia e brachiterapia. Rispetto alla sorveglianza attiva, l’incontinenza risulta inoltre maggiormente associata alla prostatectomia. La brachiterapia, invece, sembra peggiorare fenomeni di ostruzione urinaria e irritazioni, così come la radioterapia a fasci esterni, associata anche al peggioramento dei sintomi gastrointestinali. Le differenze fra i vari trattamenti si appianano a 24 mesi dall’inizio della terapia.

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