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vescica iperattiva

Ecco tutte le cure attualmente disponibili

17/06/2015

I farmaci antimuscarinici

Fino a pochi anni fa, la principale opzione terapeutica per la sindrome da vescica iperattiva era il trattamento di prima linea con i farmaci antimuscarinici, che riducono i sintomi – urgenza, frequenza e incontinenza – agendo sui recettori muscarinici, distribuiti sia a livello della muscolatura vescicale, il detrusore, sia della mucosa vescicale, il cosiddetto urotelio.

I farmaci antimuscarinici in commercio in Italia sono: solifenacina succinato, tolterodina, ossibutinina, fesoterodina, trospio e propiverina. Questi farmaci hanno un’efficacia clinica dimostrata da trials clinici randomizzati e il loro uso è previsto dalle linee guida dell’International Consultation on Incontinence (ICI)1 già nella gestione iniziale del paziente.

I recettori muscarinici non si trovano esclusivamente nel muscolo detrusore della vescica e nell’uretra, ma anche nella muscolatura liscia di altri organi come, per esempio, ghiandole salivari e tratto gastrointestinale, cuore, sistema nervoso centrale e occhio, per cui gli effetti collaterali avversi più comuni associati ai diversi farmaci sono: secchezza delle fauci, costipazione, visione annebbiata e problemi di concentrazione nei pazienti anziani.

Tra i diversi antimuscarinici vi sono, infatti, alcune differenze, come l’affinità verso alcuni tipi di recettori. Esistono farmaci antimuscarinici più selettivi (come solifenacina succinato) che sono più affini verso i recettori della vescica, hanno una buona efficacia e un ottimo profilo di tollerabilità e sicurezza.

 

I trattamenti riabilitativi

Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli che chiude dal basso il bacino e che viene attraversato dall’uretra (il canale che dalla vescica conduce l’urina all’esterno), dalla vagina e dal canale anale. Esso ha un ruolo importante nel mantenimento della continenza urinaria e fecale e nel sostegno dei visceri pelvici.

Esistono diversi trattamenti per contrastare l’incontinenza da sforzo da sindrome da vescica iperattiva.

 

La riabilitazione pelviperineale

Si basa su un insieme di manovre ed esercizi attivi, proposti come trattamento non chirurgico per l’incontinenza urinaria da sforzo, che coinvolgono le strutture muscolari e fasciolegamentose del bacino (in particolare il pavimento pelvico) in rapporto a diverse situazioni posturali, respiratorie e alla dinamica corporea.

L’obiettivo ultimo è quello di migliorare la capacità di fermare la fuga di urina attraverso l’attivazione del pavimento pelvico e di ottenere un effetto inibitorio sulla vescica.

In ambito riabilitativo è possibile utilizzare anche tecniche di elettrostimolazione, con il duplice scopo di migliorare la funzionalità del pavimento pelvico e/o di agire sulla vescica. Un pavimento pelvico tonico, oltre a sostenere efficacemente la vescica, mantiene la stabilità della colonna vertebrale e ha degli effetti positivi sull’intera postura del corpo.

Il bladder training è basato sulla graduale modifica delle abitudini minzionali della persona con Vescica Iperattiva, monitorate attraverso l’uso di un diario minzionale; prevede un insieme di semplici norme comportamentali finalizzate a ripristinare il controllo della funzione:

  • evitare di ingerire molti liquidi quando non si è sicuri di poter utilizzare agevolmente i servizi igienici;
  • evitare di bere almeno da un’ora prima di andare a letto;
  • tenere un diario minzionale;
  • sforzarsi di prolungare l’intervallo tra lo svuotamento della vescica, esercitando l’autocontrollo: ad esempio, cominciare un’attività che sia d’interesse o che serva a distrarre appena si avverte il primo stimolo a urinare (accendere il computer, risolvere qualche semplice gioco enigmistico, aggiornare i conti di casa, verificare gli ingredienti per una pietanza, eseguire esercizi di respirazione);
  • controllare una volta alla settimana i risultati raggiunti a mezzo del diario minzionale: l’intervallo tra le minzioni dovrebbe aumentare di 15-60 minuti ogni settimana.

 

Altre opzioni

Nei casi di fallimento delle terapie conservative o farmacologiche, l’incontinenza da sindrome da vescica iperattiva può essere trattata con altre soluzioni più invasive. Si può ricorrere infatti all’impiego della tossina botulinica che viene iniettata direttamente nella vescica allo scopo di rilassare i muscoli vescicali, alla neuromodulazione per stimolare le terminazioni nervose che controllano il pavimento pelvico e il basso tratto delle vie urinarie o alla chirurgia.

L’incontinenza da sindrome da vescica iperattiva giunge raramente alla chirurgia, sia per l’efficacia delle terapie non invasive farmacologiche e non farmacologiche, sia perché i vari interventi proposti per l’incontinenza da sforzo non trovano indicazioni in quest’ambito.

Secondo le Raccomandazioni ICI viene anche citata l’enterocistoplastica di ampliamento, ma con un basso grado di raccomandazione. Alcuni interventi sugli stili di vita, infine, come il calo ponderale, possono essere utili alla persona affetta da incontinenza da Sindrome da Vescica Iperattiva, laddove indicato.

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