La diagnosi e gli approcci terapeutici

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vescica iperattiva

La diagnosi e gli approcci terapeutici

17/06/2015

Il percorso diagnostico è piuttosto semplice e non necessita di tecniche invasive e costose, se non in casi particolari. Essenziali sono invece competenza ed esperienza del medico e una buona comunicazione medico-paziente: è fondamentale che quest’ultimo riferisca tutti i sintomi e che il medico sappia dare una corretta informazione sul problema e sulle opzioni terapeutiche.

L’International Consultation on Incontinence (ICI) ha messo a punto specifiche Linee Guida che prevedono un colloquio approfondito con il paziente seguito da visita medica ed esame obiettivo.

Il percorso diagnostico prevede, a seguire, un esame delle urine, l’urinocoltura e il diario minzionale sul quale il paziente deve annotare sintomi e frequenza minzionale. Attenzione particolare va data ai cosiddetti segnali d’allarme (prolasso, svuotamento incompleto, presenza di masse addominali sospette), che orientano a un livello d’indagine più complesso e approfondito.

 

Così si può curare

Una combinazione tra cambiamento dello stile di vita e trattamento farmacologico è l’approccio più comunemente raccomandato per la gestione del problema. Attualmente le opzioni di trattamento comprendono:

  • stili di vita
  • controllare l’assunzione di liquidi, attraverso l’uso di un diario, riducendone l’assunzione se necessario.
  • perdere peso, in caso di sovrappeso.
  • diminuire l’assunzione di caffeina, stimolante delle contrazioni involontarie.

Per quanto riguarda invece i farmaci, sono indicati:

  • antimuscarinici/anticolinergici che bloccano i recettori muscarinici del muscolo detrusore, inibendo così le contrazioni involontarie della vescica. Gli antimuscarinici includono solifenacina, ossibutinina, tolterodina, fesoterodina, propiverina e trospio.
  •  agonisti Beta-3 adrenergici che rilassano il muscolo detrusore e migliorano la capacità di riempimento della vescica.

Anche la riabilitazione comportamentale può essere utile. Una conseguenza dell’aumento della frequenza minzionale è la diminuzione della capacità vescicale a trattenere l’urina.

Il trattamento comportamentale è mirato a ‘ri-allenare’ la vescica a trattenere più urina. I pazienti sono invitati a ‘resistere’ quando sentono il bisogno di urinare e questo intervallo di tempo è aumentato gradualmente.

I pazienti possono anche tenere un ‘Diario della vescica’, strumento utile per aiutare i pazienti a controllare il sintomo dell’urgenza.

Esercizi di fisioterapia possono essere consigliati per rafforzare i muscoli del pavimento pelvico.

 

Le altre opzioni

  • Tossina botulinica iniettata nella vescica allo scopo di rilassare i muscoli vescicali.
  • Neuromodulazione per stimolare le terminazioni nervose che controllano il pavimento pelvico e il basso tratto delle vie urinarie.
  • Chirurgia ricostruttiva, opzione utile nei casi in cui gli altri approcci non sono riusciti ad alleviare i sintomi di iperattività vescicale.

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